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ArtTre Asti. A Settime d’Asti, dopo le polemiche, va in scena la solidarietà. Un grande progetto per una piccola comunità.
27 giu. Altro che profondo nord leghista. A Settime, comune di 600 abitanti in provincia di Asti, è andato in scena lo spettacolo davvero armonioso della solidarietà. È stato un lungo percorso di avvicinamento. Ci sono state polemiche e petizioni e richieste di referendum. La comunità settimese si è divisa in due. Il tema del contendere è la partecipazione ad un programma del Ministero dell’Interno e finanziato dal Fondo Nazionale per le politiche dell’asilo. Ovvero dare ospitalità a persone provenienti da zone di guerra alle quali è stato riconosciuto il diritto all’asilo politico. Sono palestinesi, libanesi, libici e tunisini o somali. Persone che si lasciano alle spalle scenari di guerra, di dittature feroci, di violenza. Persone arrivate con ogni mezzo in Italia.
“E’ un progetto ambizioso. Importante. A Settime si è dimostrato però che i cittadini possono dare un segnale importante di solidarietà e di accoglienza”. Così Alberto Mossino, presidente dell’Associazione Piam (Progetto Integrazione Accoglienza Migranti) di Asti, che è l’anima di questo progetto. Il sindaco di Settime, Guido Rosina, ha accolto con entusiasmo l’idea dell’associazione Piam, e ha messo in campo tutta la sua autorevolezza per convincere i cittadini del suo comune a riflettere su tutti gli aspetti del progetto: etici innanzi tutto ma anche economici e sociali. La maggioranza del paese lo ha seguito e così anche la maggioranza del Consiglio Comunale.
I contrari, tre consiglieri di minoranza, hanno utilizzato tutte le argomentazioni per opporsi al progetto di accoglienza. Le classiche: terrorismo, delinquenza e “prima dobbiamo pensare ai nostri e poi…”. Ma la spaccatura che si è costruita in paese, afferma Mossino, “non è razzismo. È una opposizione al sindaco. Chi si è opposto al progetto ha lavorato per alimentare le paure per il diverso, lo straniero. Ci sono tanti stranieri a Settime e mai un problema”.
Nei resoconti dei giornali locali la lunga marcia d’avvicinamento alla definizione del progetto si è conclusa venerdì 3 giugno. Un atto definitivo. Il consiglio comunale a maggioranza (sette voti favorevoli, due astenuti e un contrario) ha votato per impegnarsi nel progetto Pais che significa Progetto Accoglienza Integrazione Settime. In concreto il comune potrà ospitare quindici persone – tre nuclei familiari – e avrà un contributo di circa 200 mila euro all’anno per tre anni.
Dice il sindaco Rosina, che “al comune tutto questo non costerà un euro”. Ma ci sono altre ricadute positive. La scuola, per esempio, a rischio di chiusura per mancanza di bambine e bambini con l’arrivo dei nuovi ospiti potrà continuare ad assolvere al proprio servizio. In cosa si concretizza il Pais è presto detto:
Le modalità di erogazione dei servizi prevedono l’accompagnamento degli utenti verso una piena integrazione sociale, culturale ed economica attraverso l’erogazione predisposta ad hoc di servizi quali il vitto, l’alloggio e la fornitura di generi di prima necessità e l’erogazione del pocket money.
È prevista la collaborazione con i servizi presenti sul territorio, coinvolti nella realizzazione del progetto attraverso protocolli di intesa e lettere di intenti, verso i quali gli ospiti verranno informati, orientati ed accompagnati fino alla loro piena autonomia nella fruizione dei servizi: l’accesso alla sanità tramite l’ASL locale, il disbrigo delle pratiche burocratiche, l’inserimento dei minori nelle scuole dell’obbligo, i corsi di alfabetizzazione e approfondimento della lingua italiana, l’’individuazione e l’inserimento ai corsi di formazione professionali, l’attivazione di tirocini formativi presso aziende del territorio, l’accompagnamento e l’orientamento per la ricerca di una soluzione abitativa. E’ inoltre previsto l’orientamento legale.
Punto di forza del progetto è l’attivazione delle borse lavoro, che permetteranno, da subito, agli ospiti di inserirsi nel mondo del lavoro. Condizione questa, essenziale per il raggiungimento di una vera autonomia personale. Ora, sottolinea Alberto Mossino, c’è “la necessità di lasciarci alle spalle le polemiche e occuparci delle cose importanti,ovvero delle persone e dei loro problemi” perché dal primo di luglio arrivano i primi ospiti e tutto deve essere pronto.
VdE
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