Stampa questo post
Intervista a Gordiano Lupi.Il sogno fallito di Cuba
Gordiano Lupi racconta Fidel Castro.
-Elena Romanello – 20 novembre 2011- La sua è stata una storia che ha fatto sognare una generazione estera, ma che ha gettato un Paese in una dittatura: Fidel Castro, protagonista, nel bene e nel male, di una delle pagine più interessanti e incisive della storia del Novecento, rivive, tra luci e ombre, nella biografia non autorizzata su di lui che ha scritto Gordiano Lupi, giornalista e blogger, esperto di Cuba.
Come è nata l’idea di scrivere una biografia di Fidel Castro?
Ho letto molte biografie e libri-intervista su Fidel Castro, riscontrando sempre due impostazioni: agiografica, come quelle di Ramonet o Minà e violentemente aggressiva come succede nei libri di Zoé Valdés e di altri cubani che vivono all’estero. Non volevo fare niente di tutto questo, la mia intenzione era quella di scrivere un libro serio, documentato, obiettivo sulla figura storica di Fidel Castro. Ho letto una bella biografia edita dal Saggiatore e scritta da Claudia Furiati, che mi è sembrata obiettiva, ma aveva il limite dello spessore. La mia è un libro per tutti, agile, popolare, divulgativo…
Malgrado tutto, Cuba è ancora vista da molti come una sorta di Paese ideale: cosa ne pensi, al di là degli stereotipi, nel bene e nel male?
Cuba non è un paese ideale, come non lo è l’Italia, come non lo sono gli Stati Uniti. Cuba è un paese ideale solo per chi lo frequenta da turista arrogante,, con il portafogli gonfio e il cuore arido, per i cacciatori di sesso, per chi vuol sfruttare la situazione di povertà in cui vive la gente. Per fortuna che i cubani non sono sciocchi e di solito non si lasciano sfruttare, ma finiscono per guidare la danza. In definitiva, rispondo con una domanda: come si può considerare ideale un paese dal quale i giovani vogliono fuggire?
Ma perché secondo te la gente continua ad essere affascinata da figure come Fidel e Che Guevara?
Abbiamo bisogno di miti. Fidel e Che Guevara sono due figure affascinanti. Se la figura di Fidel non mi avesse affascinato storicamente non avrei mai pensato di scrivere la sua biografia. In ogni caso tra i due esiste una differenza di base: il primo è un uomo con pochi scrupoli, guidato dalla brama per il potere, anche se spinto da buone idee iniziali e da una volontà di cambiamento; il secondo è un idealistra romantico, un guerrigliero, spietato e deciso come deve essere un combattente, ma non interessato al potere.
Conoscendo la realtà di oggi, come ti sembra messa Cuba rispetto ad altri Paesi e dell’ex blocco sovietico e del Terzo Mondo?
Cuba non ha niente a che vedere con il Terzo Mondo, tanto meno con i Paesi dell’ex blocco sovietico (ai quali si unì per opportunismo). Cuba è diventata Terzo Mondo grazie al comunismo di Fidel, ma vorrei ricprdare che negli anni Trenta erano gli italiani a emigrare a Cuba in cerca di lavoro. A Castrovillari ho conosciuto gli eredi di molte famiglie di calzolai che erano andati a fare fortuna all’Avana. La Cuba di Machado e di Batista aveva gravi problemi di diritti umani e di libertà violate (non risolti), ma la sua economia era florida. C’erano gravi sperequazioni sociali e molti poveri che morivano di fame, ma c’era una florida borghesia e un’aristocrazia terriera. Cuba non ha mai avuto niente a che vedere con il Terzo Mondo. Si tratta di una leggenda rivoluzionaria…
Quali sono i tuoi prossimi progetti sulla realtà di Cuba?
Ho scritto la biografia romanzata di Guillermo Cabrera Infante, uno scrittore oscurato dal regime, poi continuo a tradurre Yoani Sanchez e altri autori interessanti. Ho accettato l’incarico di dirigere una collana di autori latinoamericani per Edizioni Anordest e farò pubblicare alcuni cubani come Montaner, Valle, Medina… Vorrei aggiornare il mio Almeno il pane Fidel, fermo al 2005, con gli ultimi eventi accaduti sull’Isola, per fare un libro completo su Cuba.
Secondo te cosa c’è da salvare nella rivoluzione e nell’esperienza di Fidel Castro?
Poco o niente. Va salvato il ricordo di un’esperienza che unì tutto il popolo cubano contro un dittatore, ma subito dopo cominciarono i problemi e l’ala democratica della rivoluzione ebbe la peggio a vantaggio dei settori più estremisti. La storia di Cuba andrà riscritta, alla fine di questo incubo che molti cubani hanno vissuto sulla loro pelle. Se proprio qualcosa non va distrutto è un minimo di stato sociale che ancora sopravvive, tra mille difficoltà.
Tweet Segui @ArticoloTre1
Approfondimenti dalla Rete:










Il mio non vuole essere un commento, e non lo è, ma è solo una (serie di) domanda.
Ma qualcuno ha più visto Fidel in questi ultimi mesi?
Dopo l’intervista televisiva (sic) di cui sono state divulgate solo poche foto dove si vede una “mummia” su una sedia a rotelle, qualcuno ha udito dal vivo la voce del Fidel?
Ho lo stesso è morto, ma non viene divulgata la notizia per dare tempo al fratello di preparare l’ambiente della funerea notizia?
Io non credo che il Fidel sia vivo, pur con tutte le pubblicazioni ed esternazioni che pubblica a getto continuo.
Giancarlo
http://ilmosta.blogspot.com
[...] Intervista a Gordiano Lupi.Il sogno fallito di Cuba | Articolo Tre. Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this post. [...]