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Intervista a cuore aperto con Giorgia
E’ la musica che conta.
- Giorgio Moltisanti – 24 gennaio 2012 -Dopo il successo della data di sabato scorso al Palalottomatica di Roma, ArticoloTre si è messo sulle tracce della talentuosa cantante romana.
Ne è venuta fuori una chiacchierata tanto interessante quanto informale. Alla fine più che un’intervista, concessa con un sorriso di quelli che difficilmente si dimenticano, è stata più uno scambio di idee e opinioni a 360° a partire dalla prima domanda che era una cosa tipo: tu sei da due anni la mamma di un bellissimo bambino, Samuel, avuto con il tuo compagno, il cantautore e ballerino romano Emanuel Lo, eppure -come molte tue colleghe- vieni affiancata a una fantomatica scena “gay-friendly” nella quale si identificano molti ragazzi gay e ragazze lesbiche. Il titolo del nuovo album, Dietro Le Apparenze (Dischi di Cioccolata, 2011), ha in un certo modo solidificato questa impressione. Risposta formulata con estrema tranquillità, come se si stesse parlando di quante zollette di zucchero si mettono abitualmente nel latte.
“Ogni tanto, in passato, qualcuno mi ha anche chiesto esplicitamente se lo fossi, lesbica intendo. Ritornando alla tua domanda ti risponderei in due modi. Da un lato c’è un immaginario retrogrado che spesso salta a conclusioni sbagliate, nella migliore delle ipotesi. Conclusioni dettate da una profonda ignoranza e arretratezza culturale, che tendono a discriminare qualsiasi “minoranza”. Quindi non solo i gay o le lesbiche; ma anche le donne cantanti, per capirci. Dall’altro c’è chiunque abbia un cervello funzionante. Ne viene da sé che io mi sentirò sempre più vicina e contenta di avere tra il mio pubblico chiunque riceva dalle mie canzoni delle emozioni, piuttosto che a quanti debbano far dell’inutile gossip o gettare negatività su un contesto bellissimo qual è quello della musica. “Dietro Le Apparenze” è infatti anche quello che dobbiamo scoprire allargando un po’ lo sguardo, andando oltre le apparenze appunto e a volte anche noi stessi”.
Ecco, ritornando alla musica: prima impressione a freddo post-Palalottomatica di Roma? Cosa rimpiangi dei tempi in cui la Capitale te la giravi in lungo e in largo, ma dentro ai piccoli club?
“Rispondendoti con una sola parola: adrenalina. Molta adrenalina, sarà che le ansie aumentano con gli anni. Ma l’adrenalina c’è quasi sempre, a prescindere dal numero di persone che ho di fronte. Credo sia un fattore umano, se non caratteriale. Sensibile. A Sanremo o negli studi della Rai c’è molta meno gente del Concertone di fine anno, ma se tu ti poni con la voglia di dare il meglio, beh, l’adrenalina c’è sempre ed è l’adrenalina che ti serve a compensare tutto quello che ti potrebbe far sbagliare. Credo infatti di portarmela dietro da quando ho iniziato, questa voglia di spaccare tutto e dare il massimo, ed è per questo che molto spesso non è il luogo a fare la differenza o il numero delle persone, ma il feeling che si instaura tra il palco e il pubblico. Se non dai il massimo, puoi cantare anche alla Wembley Arena e il pubblico sarà fiacco”.
E’ il primo disco che fai da mamma, ma anche il primo tour. E’ per questo che per ora hai preferito due sole date ma in due posti decisamente importanti?
“Non immagini che fatica! Dodici ore in studio e dodici ore sveglia. Comunque no, nonostante abbia raggiunto la soglia dei quaranta anni, non ho perso la voglia di esibirmi dal vivo. Le date di Roma e di Milano (oggi, al Mediolanum Forum) sono solo di presentazione e rodaggio per il vero Tour 2012 che inizierà a marzo e avrà almeno una ventina di date, quelle fino ad oggi confermate. Oltretutto Samuel avrà soli due anni mentre la mamma sarà in tournèe, quindi è assai probabile che sarà più la mamma a fare avanti e indietro che lui a dover sopportare lo stress legato all’organizzazione e la realizzazione di un concerto. Come giusto che sia”.
Ci sarà modo di vederti dal vivo con qualcuno degli artisti che ti hanno aiutato su disco: Jovanotti, Marina Rei, Eros Ramazzotti?
“E’ troppo presto per dirlo. Oltretutto parliamo di artisti sempre impegnatissimi con tremila progetti oltre che con la loro musica. Resta comunque la piena soddisfazione di aver lavorato con stupendi compagni di viaggio. Soprattutto con Eros, con il quale è stato un po’ come chiudere un cerchio e aprirne un altro, per il fatto che fu lui a scrivere “Come Saprei” con la quale vinsi Sanremo nel 1995. Io credo poi molto in queste cose, sarà una mia ingenuità che mi sono concessa volentieri. Ma con tutti mi sono trovata benissimo, con Lorenzo che ho sempre seguito e con Marina che trovo un’artista da sempre piena di continui stimoli”.
Come mai ho da sempre l’impressione che Giorgia sia un mondo a sé e che il fan di Giorgia non deve necessariamente avere tutto il giorno il televisore acceso su Mtv?
Perché è un’impressione giusta! Credo che molti di quelli che mi ascoltato siano come me, più un pubblico radiofonico che televisivo. Nonostante oggi Mtv sia molto più pop rispetto al passato. Ma credo che Mtv prenda ancora troppo spunto da una mentalità esterofila dell’ascoltare musica in Italia, che poi ci portiamo dietro da sempre, dai tempi dei Beatles se non anche da prima. Ovviamente anche tra le mie influenze ci sono molte artiste straniere, non è un mistero, ma ciò non toglie che io sia una cantante italiana che canta in italiano e su Mtv spesso io o Laura (Pausini) facciamo la parte delle “outsider”. Un assurdo. Ma non è un problema: c’è una linea editoriale e va bene così.
Un po’ come quando nelle interviste ti tocca rispondere alle stesse domande per giornate intere.
Esattamente, allora lì forse è meglio essere le “outsider” di Mtv.
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