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Crisi Economica. Una madre offre un rene per trovare lavoro al figlio 38enne
Una storia agghiacciante pubblicata sulle pagine del quotidiano “La Nazione” induce a profonde riflessioni. Una madre avrebbe offerto di vendere un rene in cambio di un lavoro per il figlio 38 enne, disoccupato e disperato. Una storia dell’Italia reale, quella distrutta dall’impatto della crisi.
- D.C.- 1 febbraio 2012- Si può arrivare per disperazione a offrire il proprio rene in cambio di lavoro. E’ questa la triste e vergognosa storia che ha pubblicato “La Nazione” martedì mattina, una storia che riguarda una madre e un figlio uniti dalla disperazione per una crisi economica che non ha pietà, colpisce alla cieca, e con arbitrio, lasciando impotenti. E’ proprio l’impotenza a lasciare senza fiato migliaia di italiani, che perdono giorno dopo giorno anche la speranza inviando decine e decine di curriculum che forse non verranno mai esaminati, o peggio verranno guardati con sufficienza magari da persone che dispongono di meno competenze ma di molta più fortuna.
La storia che stiamo raccontando arriva da Foligno, in Umbria, e ci parla di una madre che ha deciso di compiere un gesto estremo per salvare il figlio dalla depressione: “Di reni ne ho due e non ho nulla da vergognarmi. Pur di dare un sorriso ad un uomo di 38 anni, sono disposta a togliermi un rene”. Un appello struggente, un urlo di disperazione, una richiesta di aiuto lanciata nel vuoto. Sarebbe interessante conoscere il parere di Brunetta su questo caso, dato che l’ex ministro si è sempre fatto trovare pronto nello scaricare le colpe del dramma generazionale sulle stesse vittime che lo subiscono, giornalmente. L’uomo 38enne in questione conosce 4 lingue, ha fatto l’interprete e poi ha lavorato in una attività commerciale, prima come dipendente, poi come gestore poichè sotto ricatto del proprietario. Il 38enne in questione però non è da solo, ha anche una compagna e un bambino, e a fine mese mancano i soldi. Da quando ha perso il lavoro è piombato nella disperazione più tetra, costretto a chiudere la sua attività per evitare un fallimento ormai scontato.
Dalle istituzioni non ha ricevuto alcun aiuto, da qui la decisione: “se non trovo lavoro mi ammazzo”. Da qui la richiesta disperata della madre dell’uomo, donare un rene per aiutare la famiglia del figlio, un gesto coraggioso e disperato che non può e non deve passare inosservato ma deve servire a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema, quello della macelleria sociale, che purtroppo rischia di guadagnarsi a lungo le prime pagine dei giornali. “Aiutate mio figlio con un lavoro, vi do il mio rene“, un prezzo tutto sommato accettabile per un lavoro, considerato che quello in Italia si trova spesso gratis, per conoscenza.
Un tempo la gente sarebbe stata disposta a tutto per coronare i propri sogni. Oggi si offre la vita in cambio di ciò che serve a vivere la vita con dignità: un lavoro.
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