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Euro 2012: strage di cani randagi

In attesa dell’evento calcistico più importante dell’anno in Ucraina si consuma un massacro silenzioso. Cani e gatti randagi vengono sterminati per “ripulire” le città ospitanti, pronte ad accogliere da giugno migliaia di tifosi e turisti.

- Andrea Centini – 6 Febbraio 2012 – A poco e nulla sono valsi gli annunci ufficiali del ministro dell’ambiente ucraino, che, a seguito delle veementi sollecitazioni dell’UEFA e di numerose associazioni animaliste, aveva imposto -nel novembre scorso- lo stop immediato al massacro autorizzato di animali randagi nelle città che ospiteranno il prossimo campionato europeo di calcio.

L’organizzazione del milionario torneo, già costellata da problemi e polemiche di ogni sorta, si tinge dunque di rosso a causa di questi atti barbari ed incivili, una vera e propria “epurazione sistematica” avviata nel 2010 che sta scuotendo le coscienze di numerosi cittadini ucraini: sono moltissimi quelli scesi in piazza per protestare contro la prima decisione delle autorità locali di autorizzare lo sterminio, successivamente rettificata dal ministro dell’ambiente ma, a quanto pare, non pienamente recepita.

I corpi esanimi di cani e gatti vengono trovati continuamente ai margini delle città e a nulla è servito l’intervento diretto dell’UEFA, che oltre ad inviare continui richiami per impedire la strage aveva stanziato un fondo in favore della Protezione Animali di Kiev. La costruzione di nuovi canili e l’avvio della sterilizzazione di massa per tutti i randagi “non ospitabili” non ha sortito gli effetti sperati e gli animali continuano ad essere brutalmente uccisi. Interrati vivi, avvelenati con topicidi o eliminati con colpi di armi da fuoco nel migliore dei casi, questo il triste destino toccato a migliaia di loro, colpiti soprattutto di notte per non dare nell’occhio ed impedire interventi per difenderli. Sono stati realizzati persino siti web dove vengono elargiti consigli su come eliminare efficacemente le povere creature, definite come “parassiti” della società o pericolosi portatori di malattie.

Dopo il recente e clamoroso caso dei gatti erranti in Svizzera, che possono essere tranquillamente abbattuti da qualunque cittadino purché gli sventurati felini passino ad almeno 180 metri dalle abitazioni (vorremmo vedere qualcuno prendere le misure), tocca ai randagi ucraini cadere sotto gli spietati colpi di elementi spregiudicati della nostra specie. Del resto non vorremo mica assistere agli europei di calcio infastiditi dagli animali randagi, non sia mai che possano elemosinare un tozzo di pane a qualche suscettibile tifoso che porta soldi in cassa.


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