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Fiat: Della Valle contro Marchionne, Montezemolo si dissocia
Della Valle attacca Marchionne e la famiglia Agnelli. Il terreno dello scontro è la Fiat e le scelte industriali del Lingotto, che ha 'congelato’ il progetto Fabbrica Italia.
- Redazione – 15 settembre 2012 – Inevitabilmente, tornano a galla le tensioni su Rcs e anche l'impegno politico di Italia Futura e di Luca Cordero di Montezemolo, da sempre vicino a Della Valle.
Tanto che è immediata la presa di posizione dello stesso presidente della Ferrari, che si 'dissocia’ dalle parole e dai toni scelti dall'amico Diego.
In una lunga nota il patron di Tod's non usa di certo mezzi termini.
«Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l'Italia o la crisi (che sicuramente esiste): il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo amministratore delegato».
E, ancora. «Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate o, peggio ancora, le scelte più convenienti per loro e i loro obiettivi, senza minimamente curarsi degli interessi e delle necessità del Paese. Paese che alla Fiat ha dato tanto, tantissimo, sicuramente troppo».
Fino all'affondo finale. «È bene comunque che questi 'furbetti cosmopoliti’ sappiano che gli imprenditori italiani seri, che vivono veramente di concorrenza e competitività, che rispettano i propri lavoratori e sono orgogliosi di essere italiani, non vogliono in nessun modo essere accomunati a persone come loro».
Di fronte all'attacco, durissimo, che mette nel mirino non solo Marchionne, ma anche la famiglia Agnelli, Montezemolo non può che reagire.
«Espressioni come quelle usate da Diego sono assolutamente inaccettabili e non dovrebbero mai far parte di una dialettica tra imprenditori», mette nero su bianco in una nota di replica.
«Di tutto abbiamo bisogno in questo momento, ma non di polemiche che non appartengono alla cultura imprenditoriale e che fanno male al Paese», aggiunge Montezemolo.
« Mi auguro – conclude Montezemolo – che questa assurda situazione possa ritrovare immediata ricomposizione, trattandosi di persone di qualità verso le quali nutro stima e amicizia».
A parlare è anche l'ex presidente e Ad di Fiat Cesare Romiti.
Parole, quelle dell'ex manager, che rimettono in primo piano le presunte responsabilità dei vertici Fiat.
«Quando un'azienda automobilistica interrompe la progettazione vuol dire che è destinata a morire», dice, commentando la decisione del Lingotto di 'congelare’ il piano Fabbrica Italia e dopo il duro attacco di Della Valle a Marchionne e agli azionisti della casa torinese.
«Uno dei principali colpevoli è il sindacato assente che, tranne la Fiom, non hanno fatto nulla» per contrastare le scelte del management, aggiunge Romiti.
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