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Sport: morti violente e tanti atleti scomparsi nel 2012
Suicidi, assassini, investimenti e incidenti: la morte è arrivata con violenza nello sport nel 2012.
- Redazione – 30 dicembre 2012 – I pugili Hèctor Camacho e Corrie Sanders, il giocatore di football americano Jovan Belcher, i ciclisti Iñaki Lejarreta e Vìctor Cabedo, o il guardalinee Richard Nieuwenhuizen, tutti hanno in comune che la loro vita è finita prima del previsto.
Lo stesso 1 gennaio il motociclista argentino Jorge Martìnez Boero è morto in un grave incidente nel primo giorno della Dakar.
Il mondo dei motori, il più scosso da molte tragedie, ha vissuto a novembre 24 ore di orrore nel Gran Premio di Macao, dove sono morti un motociclista portoghese ed un pilota di automobili cinese dopo essersi schiantati sul pericoloso tracciato.
Senza dubbio, una delle morti che più ripercussioni ha causato nello sport mondiale del 2012 è stata quella di un completo sconosciuto: il guardalinee olandese Richard Nieuwenhuizen che ha perso la vita dopo un'aggressione per essere stato colpito da calci alla testa, dopo una partita di calcio dilettante.
Dai politici olandesi fino alla FIFA, tutto il mondo dello sport ha alzato la voce per condannare la morte dell'arbitro ed esigere conseguenze dure per i responsabili, tre giovani tra i 15 ed i 16 anni.
«C'è un gran problema sociale con l'educazione della gioventù di oggi», ha detto l'ex giocatore olandese ed ora tecnico del Feyenoord, Ronald Koeman.
Le armi hanno portato via la vita di vari sportivi, tra cui quella di due campioni mondiali di pugilato e quella del calciatore colombo-venezuelano Jarvi Mejìa colpito da due proiettili in una aggressione.
Il portoricano Hèctor «Macho» Camacho, campione del mondo negli anni '80 nei super piuma, leggeri e welter, non è sopravvissuto a vari colpi che lo hanno colpito al collo e al viso a novembre, all'età di 50 anni.
«È stato qualcosa più che una superstar, un caro amico ed un grande padre per i suoi quattro figli», ha detto dispiaciuto il presidente del Consiglio Mondiale di Pugilato, il messicano Josè Sulaimàn.
Il pugile sudafricano Corrie Sanders è morto all'età di 46 anni dopo essere stato colpito con dei proiettili allo stomaco e al braccio in un furto in un locale dove un nipote festeggiava il suo compleanno.
Sanders ottenne grande popolarità nel 2003 sconfiggendo per Ko alla seconda ripresa il campione mondiale dei pesi massimi Vladimir Klitschko.
Tra i pugili, anche se non è stata violenta, la morte di Teòfilo Stevenson ha scosso il mondo dello sport.
Il triplo vincitore olimpico dei pesi massimi, che non ha mai combattuto come professionista, è deceduto a L'Avana in modo inaspettato, vittima di un infarto a 60 anni. Stevenson, considerato il migliore pugile dilettante della storia, era una leggenda a Cuba.
Il football americano si è vestito a lutto all'inizio di dicembre quando un giocatore dei Kansas City Chiefs, Jovan Belcher, si è sparato dopo avere ucciso la sua fidanzata.
I ciclisti spagnoli Iñaki Lejarreta e Vìctor Cabedo, sono morti mentre si allenavano, nel loro habitat, la strada, in un incidente stradale.
Anche l'alpinismo si è preso il suo tributo annuale di tragedie nelle cime più alte, con il primo uomo a salire un ottomila, il francese Maurice Herzog, 93 anni.
Per quanto riguarda il calcio la tragedia di Piermario Morosini è solo l'ultima sui terreni di gioco.
Il mondo del pallone italiano ed internazionale si è commosso per la morte per arresto cardiorespiratorio in piena partita del giocatore del Livorno.
Non è l'unica morte che ha scosso il calcio italiano.
Nel 2012 è scomparso anche Franco Mancini, l'allenatore dei portieri del Pescara, grande amico di Zdenek Zeman.
Sono scomparsi altri grandi campioni del passato, da Aldo Maldera, dirigente sportivo ed ex terzino sinistro della Roma e del Milan e Giorgio Chinaglia, ex attaccante e presidente della Lazio, scomparso la mattina del 1 aprile 2012 nella sua casa di Naples, in Florida, nei giorni immediatamente successivi al suo ricovero a seguito di un infarto. Ha molto colpito lo sport italiano anche la morte, lo scorso 24 marzo, dell'ex campione di pallavolo Vigor Bovolenta, scomparso per un malore durante la partita fra la sua squadra, la Yoga Forlì, e la Lube per il campionato di B/2.
È poi scomparso a maggio all'età di 93 anni una leggenda della scherma, Edoardo Mangiarotti, specialista di spada e fioretto aveva vinto 13 medaglie olimpiche (6 ori, 5 argenti e 2 bronzi) tra Berlino 1936 e Roma 1960, oltre a 26 medaglie mondiali (13 ori, 8 argenti e 5 bronzi) tra Parigi 1937 e Filadelfia 1958.
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