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Melania, Yara, Sarah…e le coincidenze sorprendenti
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melania sarah e yara-R.C.- 26 marzo 2013- Sangue, Satana e crimine organizzato, tre componenti che emergono dalle indagini su alcuni tra i più efferati delitti che hanno riempito le cronache di nera negli ultimi tempi.

E tre anche le giovani donne al centro di questi casi, vittime di questi delitti: Melania Carmela Rea, Yara Gambirasio e Sarah Scazzi.

Partiamo da Melania, il marito Salvatore Parolisi è stato condannato all'ergastolo, con motivazioni francamente quantomeno audaci. Vediamo di approfondire un'altra situazione. A rovistare nell'hinterland napoletano, roccaforte della Camorra, possono saltar fuori coincidenze a dir poco sorprendenti, omonimie sconcertanti. 

A un tiro di schioppo da Frattamaggiore, il paesone dove vive la famiglia del vedovo uxoricida, si trova Grumo Nevano, a nord di Napoli. Di Grumo Nevano è un altro Parolisi, Andrea, le cui gesta sono raccontate dalle pagine locali di nera. Da tempo collaboratore di giustizia, grazie alle sue verbalizzazioni sono state messe a segno le principali operazioni contro gli scissionisti del clan Amato-Pagano, collegato ai casalesi di Setola.

Non è solo l'omonimia, o la parentela non accertata tra i Parolisi a far sì che lo spettro della Camorra si allunghi sull'omicidio di Melania Rea. Andiamo all'arresto di Laura Titta, una soldatessa addestrata ad Ascoli proprio dal caporale istruttore Salvatore Parlisi. Arrestata con l'accusa di favoreggiamento di boss casalesi latitanti.

In particolare Laura avrebbe ospitato a casa sua Emilio Di Caterino, braccio destro dello stragista Giuseppe Setola, forse solamente un'altra semplice coincidenza.

E' il 26 gennaio 2010 quando il cadavere di Gennaro Di Sorbo viene ritrovato a Boscoreale, nel cortile della sua azienda, decapitato e mutilato degli organi interni, stessa sorte anche il suo pastore tedesco. Gli inquirenti seguono due piste, rituali camorristici o satanici, gli uni non escludono gli altri. L'orrendo omicidio è avvenuto a pochi giorni dal sequestro di 737 chili di eroina e di beni per 65 milioni di euro al clan Gallo, decimato con 86 ordinanze di custodia cautelare.

La storia di Melania si intreccia con quella di uno stimatissimo magistrato della procura di Roma, Paolo Ferraro,una carriera costellata di encomi e valutazioni positive. Almeno fino a quando comincia ad interessarsi di oscuri movimenti di persone che agitano le notti della cittadella militare della Cecchignola, alle porte di Roma "Ho scoperto un mondo ambiguo, oscuro, dove donne, uomini e bambini, consumavano strane attività, anche di tipo sessuale".

Di lì comincia una autentica persecuzioni nei confronti di Ferraro, da parte di alte sfere istituzionali, che sfociano con il ricorso al TSO, il trattamento sanitario obbligatorio e con una sanzione clamorosa del Csm: quattro mesi di riposo forzato, in pratica la fine della carriera di magistrato.

Paolo Ferraro aveva ipotizzato legami tra questi torbidi festini satanici e la morte di Melania, il magistrato possiede  i file audio che fotografano i momenti sconcertanti di rituali a base di ketamina, un potente anestetico che procura fenomeni di near death experiences. La povera Melania stava forse cercando di sfuggire a qualcosa di tremendo e di proteggere la sua bambina?

Un dato statistico: in Italia ogni anno scompaiono 2 mila minori di cui mille non vengono ritrovati.

Maledetta Camorra, l'ombra dei clan napoletani si allunga anche sulla morte della piccola Yara Gamberasio, le voci sono sempre circolate in una Brembate sconvolta ed impaurita "Indagate bene sul clan Mazzarella, qui lo sanno tutti che nell'omicidio di Yara ci può essere la mano della Camorra".

E' il 12 ottobre 2010, quando i finanzieri del nucleo operativo antidroga, su ordine della Dda di Napoli, arrestano i fratelli Massimiliano e Patrizio Locatelli, proprietari di un'impresa edile nel campo della pavimentazione, La Lopav prima. Affari a gonfie vele, appalto per gli alloggi del post terremoto all'Aquila e per il nuovo centro commerciale di Mapello, vicino a Brembate. Lo stesso cantiere dove i cani molecolari hanno più volte fiutato le tracce di Yara.

Lopav prima è anche sponsor della squadra di ginnastica ritmica di cui la ragazza faceva parte. Fulvio Gambirasio, padre di Yara, lavora da sempre nel campo della pavimentazione e ha avuto in passato rapporti di collaborazione con i fratelli Locatelli. Grossi giri di appalti e subappalti, manodopera straniera, insomme, cose di ordinario malaffare.

Ancora una coincidenza, fra gli extracomunitari che lavoravano al cantiere di Mapello c'è anche Mohamed Fikri, il marocchino prima arrestato, poi rilasciato a causa di un pasticcio investigativo e di una traduzione errata "Che Allah mi perdoni, ma non l'ho uccisa io". Di certo c'è che il giorno dopo la scomparsa di Yara, il marocchino aveva già preso il largo.

E andiamo all'ultima ragazza-bambina, bellissima: Sarah Scazzi di Avetrana, chi la conosceva la descrive come un fiore nel deserto, così come nei casi di Melania e Yara un movente non è stato ancora individuato.

Ad autoaccusarsi dell'omicidio e vilipendio di cadavere  lo zio, l'arcinoto Michele Misseri, fa ritrovare gli abiti della nipote e il corpicino, calato in un pozzo. Un capro espiatorio in una storia che non regge.

Fra i conti che non tornano, la fragilità palese del movente individuato dagli inquirento: Sarh e la cugina Sabrina si sarebbero invaghite dello stesso ragazzo, e questo avrebbe spinto Sabrina ad eliminare la rivale in amore. Poi si sono ventilati presunti rancori tra le mamme della ragazze, le sorelle Serrano, Concetta e Cosim, una questione aperta riguarda alcune eredità e i mezzi economici nelle disponibilità delle famiglie Scazzi e Misseri, le eredità non giustificano i mezzi economici a loro  disposizione.

Sta di fatto che in tale contesto Sarah poteva rappresentare un problema, un pericolo per il contesto familiare.

Avetrana si domanda perchè il corpo di Yara sia stato esaminato per tre mesi, mentre Sarh è stata consegnata pochi giorni dopo il ritrovamento alla famiglia. Eppure le condizioni erano simili: una esposta alle intemperie, l'altra semimmersa in un pozzo. Un avvocato del posto dice "Ma la procura non è mai stata sfiorata dall'idea  che questo è un territorio con un forte radicamento della criminalità organizzata che va sotto il nome di Sacra Corona Unita?"

E torna alla mente l'ordine più volte ripetuto da Cosima al marito Michele "Devi dire che l'hai violentata e poi uccisa", la violenza carnale come elemento centrale. Qualcuno molto vicino a lei aveva approfittato della bellezza di Sarah e costretta a subire le attenzioni di persone facoltose?

La Sacra Corona Unita è notoriamente dedita all'uso di minorenni che obbliga a prostituirsi, il giro d'affari della prostituzione minorile controllata dalla mafia pugliese è di quasi 800 milioni di euro l'anno.

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2 Commenti per “Melania, Yara, Sarah…e le coincidenze sorprendenti”

  1. Luigi

    Credo che l’esecutrice materiale sia Sabrina Misseri ma sono totalmente d’accordo con queste affermazioni: E torna alla mente l’ordine più volte ripetuto da Cosima al marito Michele “Devi dire che l’hai violentata e poi uccisa”, la violenza carnale come elemento centrale. Qualcuno molto vicino a lei aveva approfittato della bellezza di Sarah e costretta a subire le attenzioni di persone facoltose?

    La Sacra Corona Unita è notoriamente dedita all’uso di minorenni che obbliga a prostituirsi, il giro d’affari della prostituzione minorile controllata dalla mafia pugliese è di quasi 800 milioni di euro l’anno.

    Per me la ragazzina era finita o stava per finire in un brutto giro, dove persone facoltose e in vista si concedono vizi e capricci . SABRINA non parlerà mai perché se lo fa rischia la sua vita e quella della sua famiglia.

  2. Roberto

    Questi 3 delitti sono hanno in comune parecchie cataratteristiche nella gestione delle indagini: inefficienza, scarsa accuratezza, frettolosità…
    A proposito di Yara, l’episodio dell’arresto di Fikri è uno dei tanti che portano all’estero il discredito sulla nostra Giustizia. Pare (notizia pubblicata da qualche quotidiano) che la nave su cui viaggiava sia stata fatta tornare indietro per l’arresto, ma che nessuno si sia preoccupato di sequestrare, o anche solo di guardare, il mezzo che Fikri aveva imbarcato: un furgone bianco. Sempre un furgone bianco era stato visto passare in zona al momento del sequestro: qualcuno aveva denunciato di averlo notato perché si sentivano delle urla provenire dal suo interno. Ma c’è un altro fatto molto interessante, e forse per questo la notizia è stata subito messa a tacere. Un radioamatore avrebbe captato la conversazione proveniente dal CB di un veicolo, che diceva: “l’ho presa, adesso la porto lì…”. Sono stati mai controllati i furgoni bianchi della zona, per vedere se qualcuno avesse l’antenna CB? Quelli del cantiere, quelli che sono passati dalle porte Telepass dell’A4 vicino a Brembate? Però di questo non si è mai più parlato.
    Altra questione mai chiarita: il corpo fu ritrovato in un campo che appariva tra quelli battuti dai volontari. Un campo erboso e pianeggiante, senza arbusti, rovi, alberi, fossi… era ben visibile ad almeno 3 metri di distanza. Per battere un terreno di questo tipo si cammina in squadre con persone disposte in riga, a distanza di braccio, in pratica è un setacciamento a pettine. Non ci sono altri sistemi, a meno che non si usino i cani. Quel corpo non poteva sfuggire… a meno che qualcuno non abbia manipolato la mappa dei terreni già controllati per evitare la ricerca.

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