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Ferdinando Imposimato: “C’è Bilderberg dietro alla strategia della tensione”

imposimato-Redazione- 11 aprile 2013- Sulla rete il suo nome è molto popolare tra i grillini, che lo vorrebbero addirittura al Quirinale. Ferdinando Imposimato, magistrato e avvocato di lungo corso, non si tira indietro. "Non direi di no – dice a La Zanzara su Radio24 – anzi sarei felice di questa scelta, sarebbe un onore e un privilegio perchè il Movimento è importante e ha portato una ventata di rinnovamento vero nella politica italiana".

Rivela Imposimato: "Ogni tanto parlo con Grillo al telefono. Pochi minuti. Ci aggiorniamo su alcuni argomenti tra cui la Tav. Chiamo io direttamente al telefonino o gli mando un messaggio". Imposimato a La Zanzara parla a tutto campo: "Accordo col Pd? Ho detto a Grillo che io sarei d'accordo ma finora la cosa non si è fatta per colpa del Pd, troppo generico nelle sue proposte. Difficile per il Movimento dare la fiducia. Però Bersani non è un 'puttaniere' come dice Beppe".

 "Berlusconi – prosegue Imposimato – è assolutamente ineleggibile come recita chiaramente la legge del '57,è una cosa da fare in Parlamento. Il Cavaliere, lo dice una sentenza di condanna, è un delinquente abituale. Io credo a quello che dicono i giudici".

Ma Imposimato parla anche delle stragi irrisolte in Italia: "Ho trovato un documento che mi ha lasciato sgomento, dove quando si parla di stragi si parla anche del gruppo Bilderberg. Un documento in possesso di un terrorista di Ordine Nuovo, Ventura. Io credo a questo documento. Ho fatto delle verifiche e posso dire che dietro la strategia della tensione e alle stragi c'è anche il gruppo Bilderberg, una specie di Grande Fratello che sta sopra, manovra, si serve di terroristi neri e massoni".

 "Falcone e Borsellino – dice ancora Imposimato – sono morti anche perchè hanno scoperto chi manovrava gli appalti su grandi infrastrutture, tra cui la Tav. Io li conoscevo e avevano scoperto che negli appalti pubblici c'erano la mafia e alcune grandi imprese del nord, anche sulla Tav, una delle grandi opere che ha visto mazzette divise tra mafiosi e criminali".

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