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Baby squillo dei Parioli. Il commercialista coinvolto: “Quelle lolite erano sexy e disinibite”

Il commercialista in carcere si è difeso dicendo che non sapeva fossero minorenni, ma all'interrogatorio di garanzia, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

Baby squillo dei Parioli. Il commercialista coinvolto: "Quelle lolite erano sexy e disinibite"-Redazione- "Erano ammiccanti, sexy, postavano foto svestite. All'apparenza erano giovani. Ma si presentavano come diciottenni, maggiorenni, disinibite, disinvolte. Le ho conosciute tramite bakekaincontri.com. E mai avrei pensato che fossero poco più che adolescenti. Una battuta dopo l'altra siamo entrati in amicizia". Queste le parole del commercialista Riccardo Sbarra, uno dei cinque arrestati nel caso delle baby squillo dei Parioli.

Sono frasi forti quelle intercettate dai carabinieri, come questo messaggio scritto dallo Sbarra e risalente al 15 luglio scorso: "Il mio amico ha apprezzato molto la tua amichetta. Vi voleva invitare in barca a Ponza, ma per il week end siamo già in 15". Il dottor Sbarra, infatti, più di una volta ha inviato messaggi WhatsApp e sms alle 2 ragazzine ritrovandosi con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile per averle messe in contatto in particolare con questo amico.
"Il suo ruolo è assolutamente marginale nella vicenda", hanno spiegato i suoi legali, gli avvocati Agostino Mazzeo e Piergiorgio Micalizzi, "siamo certi che il prosieguo dell'inchiesta chiarirà tutto".

Fino a oggi alcuni dei clienti delle baby squillo sono stati perquisiti dagli investigatori in quanto indagati per aver avuto rapporti sessuali con minorenni, e per di più a pagamento. Altri potrebbero finire presto sotto inchiesta. Finora nessuno di loro è stato interrogato dai carabinieri e dalla procura, ma quando verranno convocati dovranno essere accompagnati dall’avvocato.

"Non sapevo che fossero minorenni", è la giustificazione più frequente data ai militari dell’Arma al momento delle perquisizioni. 

All'interrogatorio di garanzia, a Regina Coeli, Sbarra ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. La fase era delicata, e lui troppo scosso. Eppure già prima dell'apertura dell'inchiesta il commercialista aveva tagliato con le due ragazzine, da lui ribattezzate "le lolitine" o "le maialine". "Partite? Peccato senno passavate da me, maialine", scriveva in un sms. 

A rendere necessaria la misura del carcere, aveva scritto il gip Maddalena Cipriani, è stato comunque il suo "interesse morboso alla medesima tipologia di attività illecita". "Nel corso delle indagini tecniche svolte", aveva precisato il gip, l'indagato ha interrotto i rapporti con le baby squillo dei Parioli, ma "ha dimostrato il perdurante interesse a incontri sessuali con minorenni e all'acquisizione di materiale pedopornografico verosimilmente tramite adescamento di adolescenti remunerati con accrediti di denaro effettuati su PostaPay".

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Cronaca Roma


1 Commento per “Baby squillo dei Parioli. Il commercialista coinvolto: “Quelle lolite erano sexy e disinibite””

  1. of 12

    non c’è nulla dire piuttosto sarebbe interessante capire come i Carabinieri siano venuti a conoscenza della vicenda, anche solo per capire come si muovono gli sfruttatori. E capire sopratutto il ruolo dei genitori delle ragazzine.

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