La vera e triste storia degli elefanti pittori, torturati per il divertimento e i soldi dei turisti

elefante-Redazione- Sono centinaia i video in rete che ripropongono per gli utenti internet le immagini di elefanti in grado di dipingere, spesso altri elefanti. 

Tali filmati convincono lo spettatore della sensibilità di un pachiderma, in grado di avere autocoscienza, di riuscire a riprodurre un proprio simile o, in altri casi, elementi naturali come fiori o alberi. Certo, quasi nessuno dubita che un simile evento possa verificarsi senza previo addestramento dell'esemplare, ma viene ritenuto comunque un talento innato, semplicemente affinato da un umano in grado di trattare l'animale e aiutarlo. 

Ebbene, niente di più sbagliato. Il fenomeno della "pittura pachidermica" non è affatto raro: in Thailandia, nello specifico, è più che frequente incrociare esemplari di elefante, affiancati da uomini, con di fronte cavalletti, pennelli e tutto il materiale atto a produrre l'opera d'arte. Uno spettacolo per i turisti, per lo più, che, dopo aver assistito all'incredibile performace, decidono di acquistare il disegno, pagandolo fior fiore di quattrini. 

Troppo sorpresi nell'osservare la proboscide dell'elefante dipingere sul foglio, in pochi notano come qualsiasi movimento sia controllato e guidato dall'addestratore, posto a fianco dell'animale, con una mano sul suo orecchio. A ogni segno sulla tela corrisponde una "tirata" d'orecchio, che indica all'esemplare come muoversi, trasformandolo in un mero strumento per fruttare guadagni sull'ingenuità dei turisti

Quel che è peggio, però, è cosa si nasconde dietro tutto questo. Come mai, infatti, l'animale si comporta in questo modo? Semplicemente, ha paura delle punizioni a cui andrebbe incontro se non obbedisse agli ordini impartitigli. Sa cosa vuol dire. Durante il processo di formazione, infatti, viene torturato per insegnargli a obbedire. Questo procedimento si chiama pajaan e prevede sevizie e abusi ai danni dei cuccioli di elefante, che vengono strappati dalle loro madri ancora piccoli e rinchiusi in piccolissime gabbie, in cui non possono assolutamente muoversi. 

Ogni qual volta che tentino di ribellarsi alla prigionia, vengono picchiati e puniti in maniera disumana: privati del sonno, battuti con canne di bambù taglienti, lasciati senza cibo e acqua per giorni. Il tutto prosegue fintanto che l'animale non impara a rassegnarsi alla volontà dei padroni e obbedire in tutto e per tutto. Accade il 50% delle volte. L'altra metà dei pachidermi sottoposti a questo trattamento, muore o si lascia morire, in ogni caso uccisa dalla crudeltà dell'uomo, in nome del divertimento (e dei soldi) dei turisti.

-20 aprile 2014-

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