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La figlia di Mussolini: “Renzi mi ricorda mio padre”

La figlia di Mussolini: “Renzi mi ricorda mio padre”

Renzi-MussoliniRedazione– Si chiama Elena Curti, classe 1923, ed è l'ultima figlia vivente di Benito Mussolini, avuta con Angela Cucciati, la moglie di Bruno Curti, un capo fascista della prima ora. Seppe di essere figlia del Duce a 18 anni e lavorava con lui, mentre Clara Petacci la credeva un'ennesima amante del marito. 

In occasione del 25 aprile, si è lasciata intervistare da Libero Quotidiano: in quest'occasione ha ripercorso gli anni del fascismo e della resistenza, ma anche dei politici degli ultimi anni. 

E' durissima su Giorgio Almirante, per esempio: "Non mi è mai piaciuto, fin dal primo momento. Questione di pelle, quando me l’hanno presentato era un rappresentante di saponette mal vestito, poi l’ho rivisto in Parlamento. Ma in tanti anni non ha mai fatto nulla di veramente importante per i fascisti. Era bravo solo a parlare, ed è stato bravo a farsi il suo appartamento, bello e grande nel centro di Roma", ha dichiarato. "Si accontentava di avere il partito al 5% facendosi votare dai nostalgici di cui non si è mai davvero occupato".

"Anche Fini non mi è mai piaciuto", ha poi proseguito. "Peggio perfino di Almirante. Ma la politica non mi interessa. Non ho mai votato Berlusconi. Ho votato a lungo quello che si beve la sua pipì, come si chiama… Pannella. E poi Verde, perché mi interessa tutto quello che ha a che fare con la natura".
 
Ora le cose sono cambiate: "Credo che al prossimo giro voterò per Renzi, perché mi ricorda Mussolini. È uno che non guarda in faccia a nessuno, va anche contro i suoi pur di fare quello che si è prefissato". E ancora: "All’inizio mi piaceva il presidente Napolitano. Poi però ho capito che faceva solo gli interessi di una parte sola. Mattarella non mi piace, non condivido il suo elogio dei partigiani. Non doveva farlo. Il ricordo che ho io dei partigiani è di gente ignorante, che mi ha rubato tutto." "Mi hanno rubato tutti i soldi, mi hanno cacciato di casa,mi hanno preso pefino il mio collo di lince. Quando sono diventata ricca la prima cosa che ho fatto è comprarmi una pelliccia di lince lunga dalla testa ai piedi; quella è stata la mia rivincita", ha aggiunto.

"E a destra?", chiede il giornalista. "Negli anni Cinquanta a Roma organizzavo delle grandi cene a casa mia. Venivano anche i deputati comunisti. Si rideva e si scherzava", è la risposta. "Altri uomini… Stimavo molto Mario Tedeschi, il direttore de Il Borghese. Lo chiamavamo Mariolino perché era magro, poi a furia di mangiare è diventato Marione; si è arricchito ma si è meritato tutto, faceva un giornale straordinario, vera destra quella.

Sul padre, infine, ricorda: "È un uomo che io conoscevo, non per merito o per colpa mia, da quando aveva quarant’anni. Per vent’anni l’ho conosciuto per tramite di mia mamma. Mia mamma ha seguito Mussolini nella sua ascesa, nei momenti più fulgidi della sua conquista, del potere…Andava sempre a Roma a trovarlo, poi è subentrata quella arpia della Petacci…"
 
 

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