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Libia. Firmato l’accordo di pace con la mediazione Onu, ma senza Tripoli

Libia. Firmato l’accordo di pace con la mediazione Onu, ma senza Tripoli

C’è un primo accordo fra le fazioni libiche ma le milizie islamiche di Tripoli non aderiscono.

Libia. Firmato l'accordo di pace con la mediazione Onu, ma senza Tripoli-Redazione- Nella serata di ieri, a Skhirat in Marocco è stato firmato l'accordo di pace e di riconciliazione proposto dalle Nazioni Unite, per la Libia. Tuttavia, alla firma dell'accordo, preparato con scrupolo dal diplomatico spagnolo, Bernardino Leon, manca la firma di una delle due parti in conflitto che controllano il Paese, ovvero, il Parlamento islamista di Tripoli, in cui c’è una forte presenza di Fratelli musulmani e che è appoggiato dai miliziani islamici della coalizione Alba libica, non riconosciuto a livello internazionale.

A firmare l'accordo, oltre a Leon come garante, è stato il governo internazionalmente riconosciuto di Tobruk, che controlla però solo parte della Cirenaica, la turbolenta provincia orientale libica.

Da parte sua Leon ha comunque sostenuto che la firma, seppur di una sola delle parti in conflitto, rappresenta "un cornice globale per continuare la transizione politica iniziata nel 2011".

Il documento che prevede  la fine dei combattimenti e la formazione di un governo di unità nazionale, è stato firmato anche da altre fazioni minori. Tra queste la più importante è quella della città di Misurata, alleata con la coalizione Alba Libica che controlla dallo scorso agosto Tripoli e la tripolitania. 

Leon, prendendo atto che Tripoli non ha firmato l'intesa, ha comunque voluto "lanciare il messaggio che le porte restano aperte a coloro che hanno scelto di non essere qui".

Ad aggravare il caos libico c’è l’avanzata nel paese del gruppo Stato islamico, che controlla Derna ma ha già colpito più volte Tripoli e assedia Sirte. La minaccia jihadista – come hanno ripetuto a più riprese i ministri degli esteri di Italia, Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Germania e Spagna – dovrebbe essere proprio la molla per fare scattare una solidarietà nazionale contro il comune nemico tra le autorità di Tripoli e quelle di Tobruk. Ma finora questo non si è verificato.

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