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Star Trek. Mezzo secolo di un mito della fantascienza

Star Trek. Mezzo secolo di un mito della fantascienza

Un nuovo film, una nuova serie e non solo per Star Trek

star-trek-beyond-poster-international.jpeg-Elena RomanelloNelle sale anche italiane è appena uscito Star Trek beyond, nuovo film della nuova serie di Star Trek, che ha ripreso i personaggi della serie classica, dal capitano Kirk al signor Spock, con volti nuovi per ovvie ragione anagrafiche e per riproporre, in salsa nuova ma strizzando sempre l’occhio al passato, le avventure dell’equipaggio dell’Enterprise.

Con Justin Lin alla regia si assiste ad un nuovo tour de force, con Kirk e Spock un po’ stanchi all’inizio e pronti a lasciare alla prima occasione il loro lavoro sull’Enterprise, ma pronti a correre in soccorso ad un’apparente richiesta d’aiuto, che si rivela una trappola su un pianeta ostile da parte di qualcuno che cova un odio da decenni verso la Federazione e vuole distruggerla.

Un’avventura di sapore a tratti antico, anche se condita da effetti speciali all’avanguardia, con echi anche dei romanzi d’avventura classici, da Conrad a Salgari, che ha fatto discutere per aver reso ufficialmente omosessuale il personaggio di Sulu (il suo interprete nella serie classica, George Takei, lo è nella vita reale, così come lo è Zachary Quinto, il nuovo Spock) e che presenta un tributo commovente a Leonard Nimoy e alla serie classica nonché allo sfortunatissimo Anton Yelchin. Un film dove non mancano spunti interessanti, a cominciare dalla contrapposizione tra chi vorrebbe sempre e comunque la guerra e non concepisce la pace e costruire un mondo migliore perché lo vede come un affronto e chi crede invece in questo come l’unica strada per stare meglio, ma anche per il maggiore spazio dato alle figure femminili, come la new entry Jaylah, nuova versione dell’archetipo della ragazza combattente, interpretata dall’attrice algerina Sofia Boutella.

Ci sarà un quarto capitolo della saga al cinema, ma intanto è anche annunciata una nuova serie, Discovery, che uscirà nei prossimi mesi, mentre in questo periodo il fermento tra gli appassionati è tanto perché Star Trek festeggia il cinquantesimo anniversario, mezzo secolo di vita che l’hanno resa la serie di fantascienza più longeva, a ruota dopo il britannico Doctor Who, con sempre nuovi eventi e un fandom attivo anche in Italia con lo Stic, tra convention, raduni e mostre, come quella allestita al Mufant di Torino.

In un mondo sempre più pessimista e diviso, Star Trek offre l’immagine, sempre più rara nella fantascienza contemporanea, di un futuro utopico, dove etnie e stirpi diverse, anche aliene, possono incontrarsi e convivere, imparando a rispettarsi secondo il principio infinite diversità in infinite combinazioni. E forse questo è il segreto del successo di Star Trek, al di là degli indubbi meriti realizzativi e di storie, quello di proporre e far sperare in un mondo migliore, non stupidamente retorico e buonista, ma ricco di sfumature, e far credere che ci possa ancora essere la speranza, da qualche parte, di poter migliorare e essere diversi.

 

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