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Passengers, la fantascienza che non fa piacere
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Un Harmony travestito da avventura spaziale passengers-Elena Romanello – La morte di Carrie Fisher è servita come pretesto, insieme all’uscita di Rogue one, per ricordare come la fantascienza e il fantastico hanno esaltato le donne, proponendo personaggi contro gli stereotipi sessisti e parlando di argomenti come femminismo e omosessualità. Purtroppo non tutte le ciambelle escono con il buco e il 2017 inizia con un film che si pone agli antipodi rispetto alla saga di George Lucas e a tanti altri prodotti culturali. Passengers di Morten Tyldum, da una sceneggiatura di Jon Spaihts, parte da una premessa interessante e cioè che uno dei modi per affrontare un viaggio nello spazio verso un pianeta sia quello di ibernare i partecipanti alla spedizione fino all’arrivo, senza un motore stile Star Trek che permetta di superare il limite della velocità della luce. Il problema è che sulla nave che accoglie alcune migliaia di terrestri in cerca o curiosi di un nuovo mondo al di là delle stelle, uno dei viaggiatori, il tecnico disoccupato sulla Terra Jim Preston, l’idolo per teen-ager Chris Pratt, si sveglia per un malfunzionamento novant’anni prima dell’arrivo a destinazione. Non volendo rimanere da solo sull’astronave con l’unica compagnia di un robot androide, decide di risvegliare la bella e intelligente Aurora, Jennifer Lawrence, la grintosa Katniss della saga distopica di Hunger Games, giornalista e scrittrice che progettava di raccontare la vita sul nuovo pianeta, e che si trova legata a lui ad un destino di non arrivare mai a destinazione, con una bugia iniziale, con innamoramento e poi allontamento quando scopre che il suo risveglio è stato voluto. La cosa sarebbe già brutta così, ma viene aggravata dal fatto che Aurora avrebbe la possibilità di essere ibernata di nuovo e di poter realizzare il suo progetto di vita, ma no, accetta di restare in compagnia del bel ragazzone, di invecchiare con lui, di accudirlo, perché si sa che l’amore aggiusta tutto e fare lo zerbino è quello che alla fine piace a tutte le donne, suvvia. Queste cose sono tipiche dei romanzetti Harmony, nessuno si aspetta Asimov o Kubrick e nemmeno Alien, ma presentare al pubblico giovane, perché a loro si rivolge il film, la storia di una giovane donna che rinuncia come le nonne ai suoi sogni e aspirazioni in nome dell’amore di un uomo è sconcertante. Anche perché tutti gli archetipi fantascientifici, il viaggio nello spazio, il sonno in attesa di una nuova vita, il silenzio delle stelle, i robot, la nuova frontiera, svaniscono di fronte ad un messaggio reazionario, ama e sii sottomessa, i tuoi desideri, i tuoi sogni, i tuoi progetti, le tue aspirazioni sono niente se un uomo ti ama e per lui devi dimenticarti tutto. Che sia il libro su un nuovo pianeta al cinema, o magari una laurea, l’Erasmus o un bel lavoro qui nella vita reale, dove viaggi nello spazio per ora non se ne fanno. A quanto pare non bastavano le sfumature di colore vario per ribadire questo concetto, si vogliono rovinare anche altri generi, e questo sta portando molta gente ad uscire basita dalla sala dove proiettano il film, più ancora del fuggi fuggi generale a Torino di qualche giorno fa per un allarme terrorismo dovuto a due messaggi su smart phone di una famiglia musulmana che probabilmente sperava di trovarsi di fronte a qualcosa di diverso che a un filmetto melenso. Allora hanno fatto di più per le donne decenni fa Gene Roddenberry, che in Star Trek mise in un ruolo di responsabilità una donna di colore, o Gerry e Sylvia Anderson che in Spazio: 1999 presentarono donne medico, tecniche e aliene mutaforma non zerbini dei loro colleghi maschi. Ci si può consolare con altro, come con il bellissimo romanzo Solo per sempre tua di Louise O’Neill, uscito per la collana Hot Spot della Castoro, attacco agli stereotipi di genere in una distopia in cui le donne sono cloni nate solo per servire gli uomini, o con il prossimo adattamento in tv de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, integralismo religioso in un futuro prossimo di obbligo di fertilità per le poche donne rimaste, o ancora con l’arrivo di Wonder Woman al cinema. Sperando che Passengers rimanga un caso isolato e non dia vita ad una moda, donne sottomesse nello spazio profondo.  
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#fantascienza #harmony #passengers
Cultura e spettacoli

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