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Riina sta male. E c’è da crederci, dopo tutto quello che ha ascoltato
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riina-di Gianfri- Tutto nella norma, tutto ampiamente previsto. C’era da aspettarselo che Totò Riina non avrebbe acconsentito di farsi esaminare dai pm del processo Trattativa. Ho la certezza che dopo aver ascoltato, preso coscienza delle ultime udienze, dove sono state esaminate le intercettazioni di ore ed ore, settimane, mesi di confidenze raccontate al suo amico Lo Russo,  Riina abbia fatto dietro-front. Capisco pure, mi posso immaginare come si potrà sentire Totò, lui che si riteneva il ‘primus inter pares, il migliore di tutti, dopo aver vomitato tutte le sue nefandezze, le sue malefatte a Lo Russo. Oltretutto confermando in gran parte quanto raccontato dai tanto vituperati collaboratori di giustizia. Questo, conoscendolo, gli peserà molto di più di quanto gli possa pesare sulla coscienza tutto il male che ha fatto. In quelle intercettazioni sono emerse le accuse mosse a molti suoi intimi, a chi gli stava accanto, ai suoi complici che insieme a lui hanno causato disastri inenarrabili. Ne ha per tutti, Totuccio. Nino Madonia è definito un confidente dei servizi segreti, secondo Riina da sempre in stretti rapporti con loro. Suo cognato Luchino Bagarella, insieme a Giovanni Brusca “due cretini senza cervello” e non ci voleva certo lui a dirlo. Tutti gli altri “gente inutile” im quanto non hanno continuato a fare quello che lui avrebbe voluto. Questo è quanto emerso da una parte delle intercettazioni. Dopo aver assistito agli ultimi mesi di udienze, ritengo che lo stesso Riina si sia reso conto che il processo Trattativa si è pian piano riempito e non si tratta di un contenitore vuoto come vogliono far credere una certa stampa capziosa e alcuni soloni antimafia, che si pongono come unico obiettivo screditare il grande lavoro svolto e che continuano a svolgere i magistrati impegnati nel processo Trattativa. Semplicemente basta ascoltare le dichiarazioni del geometra Lipari, del generale dei carabinieri Nicolò Gebbia, del commissario Salvatore Burrafato per comprendere che il contenitore è praticamente colmo, che la scacchiera è piena, perché i pm stanno piazzando ogni pedina al suo posto. Altro che processo vuoto come sostiene l’avvocato Anania, il legale di Riina. Ora se rimane qualcosa di mezzo vuoto, è solamente il sacco di Salvatore Riina, dopo averlo opportunamente svuotato.
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