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Sulla pelle delle donne
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La contraccezione di nuovo tabù? pillola-anticoncezionale-660x350-Elena RomanelloQualche mese fa ci si era indignati per la delirante campagna, tra atmosfere anni Cinquanta e stereotipi senza senso, della ministra Lorenzin per il cosiddetto Fertility Day, con cui si calpestavano i diritti sacrosanti delle persone di decidere se e quando diventare genitori, senza far nulla contro i problemi di lavoro e di crisi economica che pregiudicano la scelta di fare o meno figli. Quell’iniziativa, che ha fatto ridere mezzo mondo dietro all’Italia come non accadeva dai tempi del bunga bunga, ha avuto una grave ripercussione contro la quale non si sta facendo abbastanza. Infatti la ministra Lorenzin ha tolto dai farmaci a carico del SSN tutte le pillole anticoncezionali, usate da tante donne anche non come contraccettivi visto che sono utili per curare la dismenorrea, l’ovaio policistico, l’endometriosi e altre patologie invalidanti. Il risultato è che donne di varie età e vari strati sociali, anche non proprio benestanti, si trovano a dover comunque avere la ricetta e a dover pagare, anche se sono esenti dal ticket, le singole confezioni della pillola con prezzi che possono anche arrivare a 15 o 20 euro e oltre. Questo fatto  gravissimo è stato accolto da una rassegnazione generale, tranne che dal gruppo Se non ora quando, che ha presentato una mozione in varie Regioni contro quest’ingiustizia, trovando appoggio in Piemonte dall’assessore alla sanità Antonio Saitta, che ha definito questo provvedimento una violenza contro le donne. Per contro, ci sono poi vari deliri reazionari, come le parole di una farmacista torinese della zona di San Salvario, che pensa che la pillola in quanto farmaco non salvavita (si vede che le gravidanze indesiderate e i dolori mestruali invalidanti sono cose da poco per questa dottoressa!)  non necessario nella vita delle persone e giusto da pagare, e comunque le gravidanze si possono sempre prevenire facendo usare dall’uomo il preservativo, così si annulla l’autodeterminazione della donna e la sua libertà a favore di una sudditanza fisica e psicologica verso l’uomo. D’altro canto, anche all’estero la situazione non è rosea. Accanto ai tagli di Trump ai centri della Planned Parenthood, che in molte zone degli Stati Uniti dovranno quasi sicuramente chiudere, si registra in Gran Bretagna, Paese all’avanguardia da decenni sulla libertà sessuale, un taglio pesante alla contraccezione, con strumenti come la spirale che non saranno più rimborsati dal servizio sanitario nazionale. Qui le proteste per tagli sulla pelle delle donne e la loro libertà sono state più decise ma per ora resta tutto sospeso alle decisioni del Ministero del Tesoro britannico. In Francia Marion Maréchal Le Pen, nipote di Marine, una delle favorite alla corsa all’Eliseo, giovane ma con posizioni degne del peggiore oscurantismo, si presenta come candidata politica dietro alla zia, proponendo la messa fuori legge dell’aborto, la chiusura dei consultori e il bando della contraccezione, perché le francesi devono pensare a far figli per arginare l’ascesa dell’Islam. Ci si chiede perché lei per prima non faccia così, anziché ambire a far carriera, ma si sa certe cose le devono sempre fare le altre… In ogni caso sarà meglio che in vista del prossimo 8 marzo l’argomento di dare una contraccezione gratuita, libera e senza tabù ritorni centrale nelle manifestazioni e negli eventi. Perché la conseguenza, qui in Italia, di mettere le pillole a pagamento, sarà solo un aumento degli aborti, compresi quelli clandestini.  
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#contraccezione #donne #oscurantismo #pillola #sessismo
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