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Il Parlamento come l’Ucciardone: baci e abbracci
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minzolini-675-675x275-Gianfri- Una riforma sicuramente si è attuata, forse sarebbe meglio definirla colpo di Stato: la diseguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La Camera salva il senatore forzista e pregiudicato Augusto Minzolini, condannato in via definitiva a 2 anni e sei mesi di carcere per peculato. Spese personali, alberghi e ristoranti di lusso, pagate con la carta di credito della Rai. Tutto in barba alla legge Severino, la quale prevede che tutti i parlamentari condannati a più di due anni di reclusione decadano automaticamente dalla carica, senza margine di discrezionalità. Dunque, il buon Minzolini, alla faccia delle dimissioni ampiamente sbandierate, finirà la legislatura. Ancora una volta l’universo parlamentare, destra, centro e sinistra, saldamente unito contro tutto quello che potrebbe rappresentare non oso dire l’etica, ma anche solo la legge. Ecco, questa è la mafiosità, il messaggio mafioso, un gesto di prepotenza: non azzardate a toccarci, anche se siamo indifendibili, restiamo inattaccabili. Il tutto in un tripudio di baci e abbracci trasversali. Non è solo più casta,questa è appunto mentalità mafiosa, i politici potenziali delinquenti non possono e non devono essere indagati e inquisiti. Ed è sempre peggio: se prima si invocava la presunzione di innocenza fino all’ultimo gradi di giudizio, adesso si salva un condannato in via definitiva. Il tutto tra vergognose scene di giubilo. Un quadro che prepotentemente mi riporta alle 19 di sabato 23 maggio 1992: carcere dell’Ucciardone. Un fragoroso applauso sottolinea la notizia che il giudice Giovanni Falcone è morto, insieme alla moglie Francesca e a tre uomini della scorta, a seguito dell’attentato dinamitardo di Capaci. Quasi tutte le sezioni festeggiano la morte del magistrato. Anche qui baci, abbracci e brindisi, le scorte di champagne e vino si esauriscono. La direzione del carcere osserva e accampa scuse inaccettabili “Non potevamo tappargli la bocca. Pochi gli astenuti ai macabri brindisi “In onore di Falcone”, il nemico numero uno di Cosa Nostra, l’uomo che aveva spedito in carcere centinaia di loro. Ma questo è solo un episodio, uno degli esempi di ciò che accadeva quando venivano eliminati uomini delle Istituzioni sgraditi a Cosa Nostra e non solo: baci e abbracci.  
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