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Palermo Calcio: il confronto tra Caminiti e Aiello
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palermo-Elisabetta Cannone-Classe 1941 il primo, classe 1966 il secondo. Avvocato e giornalista, fratello di un altrettanto famoso giornalista direttore di un quotidiano sportivo nazionale, l'indimenticabile Vladimiro, il primo magistrato giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo il secondo. Un fiume in piena di parole il primo, secco e conciso il secondo. Unico punto in comune la tifoseria, due soli colori tatuati – virtualmente - nel cuore e un solo primo grande amore che non tradiscono mai: il Palermo calcio. Benvenuto Caminiti, il primo, e Nicola Aiello, il secondo, si confrontano su alcune domande in tema di calcio, tifoserie e presidenze, quella appena passata di Zamparini e quella che deve di fatto iniziare il 19 aprile con l'effettiva cessione delle quote della società, di Baccaglini.  Un confronto a distanza, fatto di aneddoti, ricordi e soprattutto di una passione viscerale specie quando si fa un nome che per la città e la squadra sono l'essenza stessa di tutto: Renzo Barbera, ovvero IL presidente. Tra dubbi, perplessità, timori e tanta speranza i due noti tifosi rosanero non si sono sottratti alle domande. L'ormai ex presidente Zamparini aveva più volte annunciato la volontà di vendere la squadra. Sembrava una delle tante affermazioni senza seguito, invece alla fine l'ha fatto. Se l'aspettava?  Caminiti: No. Ero piuttosto scettico, pensavo fosse il solito gioco delle tre carte, che dicesse di voler vendere la società ma che non ne fosse affatto convinto. Credo che sia ancora così: il fatto che Zamparini resti come consulente con la scusa che nel suo staff non capiscono di calcio è una contraddizione in termini. Quando si compra una società di calcio bisogna almeno conoscerlo, saperne qualcosa non dico amarlo. Questa è una obiezione che gli ho fatto diverse volte e lui da “furbacchione”, uomo di grande comunicazione ha risposto di aver ceduto a Baccaglini perché rappresenta un fondo di investimenti che vuole investire in tante cose del gruppo Zamparini e dato che il Palermo ne fa parte è chiaro che ci deve mettere anche questo. Ma il Palermo è la sua vita e ora è il suo giocattolo visto che come imprenditore credo sia stato messo un po' da parte dalla sua famiglia, dal suo staff. Divertirsi col calcio, parlare con l'allenatore, suggerire la formazione e la tattica per lui è come per Berlusconi un gioco a cui non si sa rinunciare specialmente quando si invecchia. E questo lo assicuro io: il gioco più si diventa vecchi più è importante. Aiello: No, non me l'aspettavo. Devo dire che sono ancora in attesa di capire cosa sia successo, ovvero se si tratti di una vendita reale. Mi lascia piuttosto perplesso quello che leggo sui giornali, e ovviamente è solo sulla base di questo che posso parlare: so di Baccaglini che ha preso il Palermo, ma non so che risorse abbia per farlo. Credo che gestire oggi, nel 2017, una società calcistica comporti la necessità di avere risorse economiche non indifferenti e ripeto non so se Baccaglini disponga di queste risorse. Quindi sì qualche dubbio ce l'ho.  È una vendita della quale si sa ancora poco, ad esempio il costo e il reale capitale finanziario del neo presidente. Potrebbe trattarsi si una manovra speculatoria?  Caminiti: Purtroppo il timore è quello. Che sia tutta una speculazione e che lui (Zamparini, ndr) sia stato quasi costretto ad arrivare a questo. Secondo me non vuole lasciare la squadra, se non quando esalerà l'ultimo respiro.  È stato quasi costretto dalla rabbia nei social della tifoseria e di Palermo. Perfino io che l'ho difeso e adorato come tutti i tifosi che in 33 anni hanno visto il Palermo in tutte le categorie, quando ho visto che la squadra diventava sempre più una squadretta da ridere, mi sono arrabbiato. Io sono tifoso, per me il Palermo è una cosa importantissima e nessuno si deve permettere di deriderlo e strapazzarlo. Il Palermo è un ideale, una bandiera, sono i colori non i giocatori. Come disse Delio Rossi, licenziato la prima volta: “Ricordate di seguire sempre il Palermo perché i giocatori passano, gli allenatori passano, i presidenti passano ma il Palermo resta”. Quando Zamparini ha cominciato a vendere i grandi giocatori senza sostituirli adeguatamente ho scritto una lettera aperta a lui e una serie di post su Facebook, con i quali sto scrivendo un libro. Sulla conferenza stampa dico una cosa: quando sono riuscito ad avvicinare Baccaglini e a guardalo gli ho detto: “Guardami bene negli occhi, questa faccia non è un granché ma è quella del tifoso più vecchio che ha il Palermo e del giornalista più vecchio in questa conferenza. Stai attento a non tradirmi perché tradisci tutta quella tifoseria che hai definito stupenda. Non te lo perdoneremmo mai”. Lui mi ha stretto la mano con un vigore che per chi è come all'antica significa che è un uomo.  Aiello: Su questo non sono in grado di rispondere perché non ho gli elementi per fare una valutazione del genere. Se è una manovra speculatoria, se dietro questa cessione ci sia qualcos'altro, qualche dubbio viene. Ma sui dubbi non si possono costruire le opinioni. Vediamo quello che succederà e cosa verrà fuori. Di certo, ripeto, per acquistare una società di calcio di serie A o di serie B - visto che ormai siamo più destinati alla seconda ipotesi - occorre comunque un budget economico notevole e non so se Baccaglini disponga di questo budget. Comunque credo che nei prossimi mesi si comprenderà facilmente  Un commento sulla presidenza di Zamparini  Caminiti: Il mio giudizio non è ancora cambiato. C'è uno spiraglio che per un tifoso disperato, esasperato qual è il 95% dei tifosi del Palermo è l'unica cosa a cui aggrapparsi. Se Zamparini ci smentirà, dandoci torto nel dubitare ancora di lui, cosa legittima anzi il minimo dopo quello che ha fatto negli ultimi cinque anni, se riesce davvero a far fare lo stadio e il centro sportivo allora tornerà grande per tutti i tifosi veri. Fu mio fratello, il grande giornalista e direttore di Tuttosport Vladimiro Caminiti, a farmi amare la scrittura e soprattutto il calcio, il Palermo del quale scriveva come un poeta. La prima partita che ho visto fu Palermo-Torino, il Grande Torino la più grande squadra di tutti i tempi spenta a Superga. Non avendo però soldi per il biglietto, come si usava allora, entrai a circa venti minuti dalla fine della partita. Tra la nebbia, la pioggia, il vento e il freddo vidi il Palermo perdere 2-0, ma in quegli ultimi venti minuti pareggiò 2-2. In quel momento esatto sono diventato tifoso marcio di quella maglia rosanero.  Se Zamparini stavolta non mi delude, dice la verità, lo adorerà di nuovo. Speriamo di essere ancora vivi sia io che lui.  Aiello Io vado allo stadio, quello che oggi si chiama Renzo Barbera e che era lo stadio della Favorita, da circa 35 anni. Per me la serie A era un sogno. Ricordo che quando ero ragazzino ho seguito il Palermo dappertutto, su campi in sterrato, ricordo quando dopo la radiazione del Palermo in seguito alla gestione di Ferrara e Polizzi (rispettivamente presidente e a.d. del Palermo calcio, ndr), andavo a vedere il Palermo in serie C 2 su campi davvero improbabili di periferia. Ad esempio la partita Lamezia-Palermo. Quindi si può immaginare come per una persona come me andare a vedere il Palermo in serie A è stato un sogno che si è realizzato dopo tanti anni. Da questo punto di vista a Zamparini posso solo dire grazie perché credo che in quel momento storico se non fosse intervenuto lui, nessuno avrebbe avuto le risorse per farlo. Su questo punto, vorrei dire qualcosa perché Zamparini è un imprenditore friulano venuto a investire qui e ripeto da questo punto di vista dobbiamo solo ringraziarlo perché 10 anni di bel calcio ce l'ha fatto vedere a Palermo.  Cosa pensa di Baccaglini, è l'uomo giusto per il Palermo Calcio? Caminiti Il Palermo e Baccaglini... potrebbe essere una favola come anche il colpo di grazia non solo a una tifoseria comunque stupenda, ma anche al cuore di Palermo, della sua storia e dei suoi ricordi. Già è partito bene andando dal sindaco Orlando a parlare di stadio e poi all'Ars. A parole fino a ora si è comportato in maniera ineccepibile. Lui è una speranza. È la disperazione che mi fa dire così. Da giornalista, però, esaminando i fatti, i miei grossi dubbi li avrò fino a quando non toccherò con mano qualcosa di concreto, se davvero ha questi fondi e gli investitori rifaranno il look  estetico e materiale al Palermo. Immagini un Palermo che ha lo stadio nuovo, il centro sportivo e lui, Baccaglini, che parla in maniera così affascinante che segue tutte le partite del Palermo e quando è in città anche gli allenamenti è meraviglioso. Sembrerebbe di tornare a Renzo Barbera... Aiello: Ho seguito qualche intervista di Baccaglini, non la conferenza stampa perché ero impegnato altrove. Sicuramente è un personaggio eccentrico al di là del tatuaggio che ha esibito in conferenza stampa, un dato di colore, e anzi devo dire che forse avere un presidente con la sciarpa allo stadio fa piacere anche averne uno che si fa tatuare lo scudetto può esserlo altrettanto. Ma al di là di questo non ho altri elementi per potermi esprimere su Baccaglini. L'ho visto qualche volta in televisione, seguendo il programma Le Iene. Di altro, di questo personaggio, so veramente poco. Spero che se è davvero destinato a essere il presidente del Palermo, essendo un tifoso della squadra della mia città, mi auguro che sia una persona in gamba che investe realmente nel Palermo come ha fatto Zamparini. Devo dire che io sono tra chi ha più criticato l'ex presidente degli ultimi tempi, però sono stato anche tra chi gli ha riconosciuto il merito di aver portato il calcio importante. A Palermo per almeno 10 anni abbiamo visto veramente bellissime partite, vinto contro squadre molto forti e questo bisogna riconoscerglielo. Il Palermo attualmente non è messo bene, per la verità malissimo, a 6-7 punti di distanza dall'Empoli, adesso non ricordo esattamente quanti. Però è in buona compagnia: le ultime due non fanno punti e nemmeno la quart'ultima che è l'Empoli. Quindi credo che forse una valutazione sul Palermo la si potrà fare dopo le prossime due partite: adesso andiamo a Udine poi ci sarà il Cagliari qui in casa. Se Palermo dovesse fare punti in queste partite e se l'Empoli come credo, giocando se non sbaglio con la Juve e con la Roma, non dovesse fare punti tutto può tornare in discussione. Una cosa però la voglio dire: i giocatori del Palermo di quest'anno secondo me meritano degli applausi perché al di là di tutto, dei limiti tecnici che sono evidenti, soprattutto per alcuni, ci stanno provando a giocarsela fino alla fine. Poi magari in serie A, si sa, basta un errore per prendere un gol e perdere la partita. Però anche a loro io un grazie lo vorrei dire perché ci stanno provando, come domenica quando sono stato allo stadio per la partita contro la Roma. Poi è verosimile che non ce la faranno perché in serie A è difficile salvarsi, nonostante quest'anno sia quello dei record, così come mi ha detto un giornalista, e forse con 25 punti ci si salva. Cioè se il Palermo dovesse riuscire a fare questi punti e l'Empoli invece no, tenendo conto che l'ultima giornata verrà a giocarla a Palermo, tutto può succedere.  Baccaglini riuscirà a restare presidente o no?  Caminiti Sì se è vero che ha questi fondi. Questo potremo saperlo con certezza, quasi assoluta, non il 19 aprile quando dovrebbe fare il nome del fondo e dare dettagli sulle cifre ma il 30 aprile, quando dovrà essere tutto nero su bianco, le carte dovranno essere messe sul tavolo, i soci dovranno firmare e controfirmare e ci dovrà essere il capitale. Basta aspettare un mese e mezzo. Intanto i tifosi come me sperano, si illudono e sognano... Meglio di quelli che oggi affermano categoricamente, perentoriamente che è tutta una buffonata. Come diceva Ocar Wilde “Ci sono persone che sanno tutto e questo purtroppo è tutto quello che sanno”.  Aiello Non lo so. Se è un vero presidente potrebbe durare, ma se è soltanto un presidente traghettatore è ovvio che il suo ruolo durerà poco. Palermo è il mio primo amore, la mia città. Ma ho un secondo amore: la Roma. Eppure ho stima del presidente della Lazio, Lotito. Lo dico perché credo che Baccaglini come tutti i presidenti che hanno a disposizione risorse limitate dovrebbe investire sui giovani e Palermo è una città che da questo punto di vista ha delle risorse. Se anziché spendere tutti quei soldi negli ultimi anni, Zamparini avesse cercato un giovane talento di serie B forse avremmo avuto risultati migliori. Questo lo consiglierei a Baccaglini che ripeto mi è anche simpatico nelle interviste che ho visto. Però mi piacerebbe che ci fosse un presidente siciliano. Non è vero che in Sicilia non ci sono risorse per investire nel calcio. Le risorse ci sono. Io ho l'impressione che non ci sia la volontà di esporsi da parte degli imprenditori perché il presidente del Palermo ha dei vantaggi per il ritorno di pubblicità ed è evidente. Ma ha anche degli svantaggi perché chi ha delle risorse finanziarie mettendosi in gioco come presidente in una società di calcio quelle risorse finanziarie evidentemente le mostra. E la Sicilia è una terra particolare da questo punto di vista...  Nel posticipo di domenica contro la Roma, pochissimi i tifosi negli spalti. Disaffezione o cosa?  Caminiti Non mi meraviglio che per un incontro quasi determinante contro una squadra importante ci fossero solo 13mila spettatori. La tifoseria del Palermo purtroppo è piena di tanti non tifosi. Quelli veri sono solo quegli otto-nove mila abbonati. Gli altri non sono tifosi. Quei 9 mila sono pochi, ma dopo cinque anni in cui Zamparini ha combinato di tutto è ovvio anche i veri tifosi non si abbonino più. Rimangono sempre i veri tifosi come me, migliaia, ma sono addolorati e non vogliono più abbonarsi anche perché in questa città è un costo, un sacrificio dove la mancanza di lavoro, e non il traffico come dice Johnny Stecchino, è la piaga vera. Quei 13 mila spettatori sono il segno inequivocabile dello scollamento della tifoseria dalla squadra per colpa quasi esclusiva del presidente. Se riusciamo a lottare fino alla fine, magari vincendo a Udine (anche se ho poca speranza perché è la squadra più scarsa del campionato), nella partita col Cagliari, che non è uno squadrone, potremmo avere 20mila spettatori. Grazie anche ai prezzi popolarissimi che farebbero per l'occasione. E allora qualsiasi cosa sarà possibile.  Aiello Gli spalti vuoti e le assenze sono comprensibili. Abbiamo visto partite, al di là del risultato, obiettivamente inguardabili Quest'anno sono andato a vedere la partita con il Torino e poi allo stadio in città per assistere a quella contro la Roma. E proprio quella contro la Roma forse mi è piaciuta ancora meno perché la formazione giallorossa aveva la riserva e il Palermo non è neanche riuscito ad approfittarne. Il calcio moderno poi è anche cambiato. Quando ero ragazzino io se si voleva vedere la partita si doveva andare allo stadio, non c'era alternativa. Adesso invece comodamente con un abbonamento ci si siede in poltrona si beve, si prende il caffè, si blocca la partita, si può fare tutto in modo molto più comodo. Credo che le assenze siano dovute un po' al disinnamoramento per una squadra che va male e un po' per il fatto che ormai la televisione offre la possibilità di vedere le partite tranquillamente a casa.  Chi avrebbe voluto dopo Zamparini come presidente?  Caminiti Io sarei il presidente ideale! Solo che per fare il presidente di una squadra come il Palermo, in una città come questa, dovrei avere almeno venti anni di meno, con la stessa competenza e lo stesso amore per la squadra. Amando il Palermo non mi intrometterei mai con l'allenatore che viene scelto dal presidente con il consiglio di amministrazione. Non lo prevaricherei. Senza presunzione sarei un presidente alla Renzo Barbera. Non lui esattamente, che è il mio idolo. Lo rimpiango sempre non solo perché mi onorava della sua amicizia. Per me aveva una predilezione perché vedeva più che il giornalista, il tifoso vero. Il presidente ideale sarebbe Barbera e siccome di Barbera non ce n'è più l'unico che potrebbe avvicinarsi a lui sarei io, con vent'anni di meno però. Di altri non mi fido... Non so se c'è qualcuno che può essere veramente degno di rappresentare quei colori. Perché il Palermo è l'unica squadra al mondo ad avere quei colori: rosa nero e già questo la pone su di un piedistallo da sola.  Aiello  Io sono palermitano e ho un ricordo di un presidente, l'unico presidente del quale ho avuto veramente stima, che ricordo sempre e che porto nel cuore: è Renzo Barbera. Era uno che andava allo stadio, che sentiva il Palermo. Mi fa ricordare il Palermo negli anni '80 quando per seguire le partite andavo a Catania e ricordo tutto sommato con simpatia pure il presidente Massimino, uno che toglieva l'acqua calda nella doccia degli spogliatoi del Palermo quando giocava contro il Catania. Quella era una cosa di colore, adesso vedo che anche i giocatori sono poco interessati a queste cose. Mi ricordo che quando ero ragazzino andavo a Catania e il Palermo perdeva, rimanevo una sera a lutto. Ora devo dire che la prendo diversamente, perché a cinquant'anni ho anche altri interessi nella vita. Però quando sono andato a Catania mi sono anche divertito, o meglio non mi sono divertito perché il Palermo ha perso quasi sempre contro il Catania, ma mi sono divertito perché era uno spettacolo vedere quegli incontri.
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