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Palermo. Condanna milionaria per lo scandalo del plasma infetto

Palermo. Condanna milionaria per lo scandalo del plasma infetto

plasma-Redazione– Il Tribunale di Palermo, Terza Sezione Civile,   ha condannato il Ministero della Salute, e quindi lo Stato italiano, al risarcimento di oltre un milione di euro agli eredi del sig. B.G. operaio  siciliano settantenne,  assistito dagli avvocati palermitani Ermanno Zancla e Chiara Carlozzo, deceduto a causa di una cirrosi epatica a causa delle trasfusioni infette a cui lo stesso era stato sottoposto nell’anno 1987 presso l’Ospedale “Villa Sofia” del capoluogo siciliano nel corso di un banale intervento.

La sentenza, a conclusione di una causa velocissima iniziata nel febbraio dello scorso anno,  ha dunque riconosciuto a figli e vedova dell’operaio il danno non patrimoniale denominato da danno da uccisione di un congiunto, consistente nella “irreversibile e permanente privazione  della reciprocità affettiva”, oltreché il danno morale, inteso quale “transeunte sofferenza indotta dall’ingiustizia patita”.

Si tratta della ennesima sentenza che condanna il Ministero a risarcire uno tra le le decine migliaia di cittadini italiani che tra gli anni 70 e gli anni 80 hanno contratto loro malgrado gravissime malattie, e spesso poi deceduti,  a causa di trasfusioni di sangue ed emoderivati risultati poi infetti da  virus dell epatite B, C e AIDS

Si tratta dell’ultimo episodio , affermano gli l’Avv.ti Ermanno Zancla e Chiara Carlozzo di una storia di omissioni, di guadagni illeciti, di insabbiamenti  che non finisce e che schiaccia il Ministero della Salute  italiano alle sue gravissime responsabilità, sorprende ed indigna  che lo Stato si ostiii a non riconoscere tali colpe orami acclarate s se non parzialmente e solo dopo il ricorso ai Tribunali.”

 

 

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