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Stuprato alla Cecchignola. Il racconto choc dell’ex militare
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Subì uno stupro di gruppo alla Cecchignola. Ex militare racconta il terribile episodio che gli segnò la vita- Redazione - E' L.D. un assessore piemontese a parlare, a ricordare i fantasmi del suo passato, fantasmi che lo hanno accompagnato per molto tempo. Quando era un giovane militare di leva fu vittima di uno stupro di gruppo ed è solo oggi che ha trovato la forza , dopo 35 anni di silenzio, di denunciare quanto accadde quella notte. Un incubo vero e proprio che l'uomo racconta al Corriere della Sera

"Quella sera ero appena rientrato dal primo congedo. Prima di addormentarmi nella camerata da sei, sentii che i miei compagni bisbigliavano e ridacchiavano... Non ci badai, non potevo immaginare". L’allora diciassettenne, oggi consigliere delegato alle politiche sociali di un comune in provincia di Torino, ricorda chiaramente il terzetto di coloro che furono i suoi aguzzini. "Uno si chiamava Giovanni ed era di Foggia, gli altri due di Bitonto. Miei coetanei, o poco più. Ma insieme si sentivano invincibili". Invincibili, ma non dei mostri o almeno così appariva. "Dovevano essere le due quando mi presero dal letto, mani e piedi... Io cercai di dimenarmi, di scappare in corridoio. Ma loro mi sbatterono la testa sul pavimento e persi una prima volta i sensi. Mi portarono nella lavanderia, sullo stesso piano, e abusarono di me. Poi scapparono, lasciandomi svenuto. Mi svegliai forse due ore dopo, completamente nudo. Il sangue usciva dappertutto. Dal naso, dalla bocca, da dietro. Un maresciallo mi coprì con la sua giacca, credevo di morire..." racconta ancora al Corriere l'uomo

L.D. però resiste, ma la violenza subita non è solo quella del corpo; i suoi superiori gli intimarono di tacere, quando era imbottito di psicofarmaci, per salvaguardare il buon nome della caserma, la Cecchignola posto dove sono passati in molti e su cui ora gravano sinistre ombre, dopo questo terribile racconto. Se avesse parlato lo avrebbero congedato con demerito e non gli avrebbero permesso di accedere ai concorsi. Il giovane ragazzo solo e impaurito accetta e denuncia lo stupro, ma riferisce, come gli è stato intimato di riportare, di essere stato aggredito da tre balordi e trascinato in un giardinetto vicino alla stazione Termini. "Ai miei genitori raccontai di essere caduto. Provavo una vergogna che non mi ha mai abbandonato e mi ha rovinato la vita. Solo in tempi recenti sono riuscito a liberarmi dei miei fantasmi"

Come riferito ancora al Corriere della Sera l'uomo dice di essersi salvato solo grazie ad un lungo percorso di psicoterapia ed oggi, ormai adulto e assessore che si occupa delle politiche sociali, ha deciso parlare per tutti coloro che sono vittime delle stesse orribili violenze, che ha subito in prima persona, ed hanno paura di parlare: "Nelle caserme italiane, anche se meno che in passato , fatti del genere possono ancora succedere. Voglio esortare le vittime, i ragazzi che oggi hanno l’età che avevo io, a non farsi schiacciare dal silenzio"

16/07/2017

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#cecchignola #corriere della sera #leva #militare #stupro di gruppo
Cronaca Cronaca nazionale

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