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Siria, dove è finito il convoglio dell’Isis?
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-di Monica Mistretta- La strana vicenda del convoglio di 17 pullman e 12 ambulanze dell'Isis bloccato nel deserto siriano non è ancora finita. Domenica miliziani e civili hanno abbandonato gli autobus. A bordo di 12 veicoli si sono diretti verso destinazione apparentemente ignota.

Il convoglio era partito il 28 agosto. L'enclave dell'Isis al confine tra Libano e Siria era appena caduta sotto gli attacchi simultanei sferrati dall'esercito libanese, Hezbollah ed esercito siriano. L'accordo tra le parti aveva stabilito che i miliziani dello Stato Islamico avrebbero lasciato incolumi l'enclave per trasferirsi con le loro famiglie in una zona della Siria al confine con l'Iraq.

Il 29 agosto l'aviazione americana blocca il convoglio dell'Isis bombardando la strada e un ponte che portano ad Al Bukamal, al confine orientale della Siria. Secondo l'esercito americano, il convoglio ospita combattenti di primo livello. L'aviazione colpisce anche altri elementi dello Stato Islamico che in quelle ore stanno cercando di unirsi al gruppo: muoiono cinquanta miliziani. Il colonnello Ryan Dillon, portavoce della coalizione statunitense, si esprime senza parafrasi: "continueremo a bombardare ogni altro elemento dell'Isis che cercherà di muovere loro incontro".

Per qualche ora i pullman restano bloccati nel deserto. Poi le notizie cominciano a diventare frammentarie: si perdono le tracce del convoglio.

È difficile che i 670 uomini e donne dello Stato Islamico possano aver raggiunto Deir El Zor. Domenica, mentre il gruppo ripartiva su nuovi veicoli in direzione sconosciuta, il governatore siriano di Deir El Zor faceva sapere in un comunicato ufficiale che mancavano ormai meno di 48 ore all'entrata dell'esercito siriano nel capoluogo. Una delle ultime roccaforti dello Stato Islamico.

Il bombardamento americano, del resto, è avvenuto più a sud, fuori dalla rotta che dal Libano porta a Deir El Zor. Ha colpito e reso inagibile la strada desertica che passa da Humayma e porta al confine con l'Iraq. Ed è qui che i veicoli provenienti dai territori controllati dall'Isis stavano cercando di unirsi al convoglio in arrivo dal Libano.

"Avevano stabilito un punto di trasferimento ad altri veicoli provenienti da Al Bukamal" aveva dichiarato a Reuters un alto comandante dell'esercito siriano. Al Bukamal è uno dei valichi di passaggio con la frontiera dell'Iraq.

Dove sono diretti i veicoli dell'Isis adesso? Forse hanno fatto ritorno verso nord-ovest in direzione di Palmira e Al Sukhnah, sotto il controllo dell'esercito siriano. Così il 31 agosto ha dichiarato all'agenzia internazionale Reuters il comandante dell'esercito siriano. In un briefing del Pentagono il generale statunitense Stephen Townsend, responsabile della campagna militare contro lo Stato Islamico, ha fatto le stesse dichiarazioni. Ma due giorni dopo l'agenzia internazionale Reuters, citando fonti libanesi di Hezbollah, ha fornito un'altra versione. I miliziani dell'Isis si trovano ormai fuori dai territori controllati dal governo siriano.

Il generale Townsend ha fatto sapere che per le donne e i bambini del convoglio è stata trovata una soluzione di carattere umanitario. Non ha specificato quale. La vicenda resta avvolta dal mistero.

Il primo ministro iracheno Haider al-Abadi la scorsa settimana aveva dichiarato caustico: "Noi combattiamo i terroristi in Iraq. Non li spediamo in Siria, li uccidiamo in Iraq".

La fase finale della sanguinosa guerra siriana sembra aver preso una nuova piega: spostare miliziani sul fronte nemico per liberarsene e rallentare l'avanzamento degli avversari.

Prima dell'attacco dell'aviazione americana, la destinazione originaria del convoglio era Al Bukamal. Porta per le rotte commerciali nella regione siriana più ricca di petrolio: Deir El Zor.

In queste ore, con l'aiuto dell'aviazione russa, l'esercito siriano, Hezbollah e le milizie iraniane si preparano ad entrare nella città. Se ad Al Bukamal arrivassero in rinforzo altri combattenti scelti dell'Isis, il controllo dell'importante valico commerciale rimarrebbe in sospeso. Pronto per la prossima riconquista dell'esercito siriano.

Intanto, nella guerra dei comunicati ufficiali il convoglio dell'Isis sembra scomparso nel nulla. Nessuno vuole ammettere di essersene preso carico. Se non riapparirà, tra qualche giorno sarà dimenticato.

4/9/2017

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