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Emilio Fede: “La vera storia di Berlusconi? Mafia, mafia, soldi e mafia”

Emilio Fede: “La vera storia di Berlusconi? Mafia, mafia, soldi e mafia”

-R.C.- “Quando Marcello Dell’Utri veniva a Palermo doveva ricordarsi della famiglia di Vittorio Mangano, doveva ricordarsi di “sostenerla”. In che modo e perché dovesse sostenerla è un mistero. Ma per evitare che se ne dimenticasse, Silvio Berlusconi in persona, almeno in un’occasione, si è adoperato per rammentarglielo”.

E’ Emilio Fede a dichiararlo ai pm, proprio l’uomo che per vent’anni è stato accanto all’ex premier. Con dovizia di particolari l’ex direttore del Tg4 racconta di un incontro tra Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri ai magistrati antimafia di Palermo Nino Di Matteo e Roberto Tartaglia.

 “Mi alzai per allontanarmi” -dice Fede-  “Lo scambio di frasi è stato brevissimo” aggiunge. E poi spiega che Berlusconi, ancor prima di salutare l’ex senatore oggi detenuto, esordisce immediatamente con: “Hai novità? Mi raccomando ricordiamoci della sua famiglia, ricordiamoci di sostenerla”.

La famiglia cui fa riferimento è quella del boss di Porta Nuova, Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, fortemente voluto dall’amico Dell’Utri per garantire protezione alla famiglia Berlusconi.

 “Chiedono riferimenti su di te” dice Marcello all’amico Silvio, tutto alla presenza di Emilio Fede.

L’ex direttore del Tg4 non ha saputo collocare con certezza l’evento nel tempo: per Fede il rapido scambio di battute tra Dell’Utri e Berlusconi sarebbe di poco antecedente alla discesa in campo dell’ex cavaliere, nel 1994. Mangano però all’epoca era libero: finirà in carcere soltanto dopo, ed è per questo che per i magistrati l’episodio è verosimilmente collocabile tra il 1995 e il 1996.

E’ un momento difficile per Silvio Berlusconi, la Lega di Umberto Bossi ha sancito la caduta del suo primo governo. Dell’Utri è indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, fior di collaboratori di giustizia gli muovono accuse precise, Mangano è detenuto nel supercarcere di Pianosa al 41bis.

I magistrati scavano, interrogano il mafioso, gli chiedono contezza sul periodo trascorso ad Arcore.

La bocca “dell’eroe Mangano” resta cucita, non spiaccica verbo.

E di cose ne avrebbe da raccontare, il capomafia, spiegare come mai uno stalliere cenasse al tavolo con la famiglia Berlusconi, curioso anche che Marina e Piersilvio  giocassero regolarmente con la figlia di Mangano, Cinzia, anche lei finita poi in galera per mafia.

E’ un momento difficile anche per Cosa Nostra, Riina in carcere, le bombe non stanno danno dando i risultati sperati, la trattativa non decolla, i boss al 41bis sempre più in difficoltà.

E riappare Vittorio Mangano che nel 1993, chiede ed ottiene un appuntamento a Milano con Marcello Dell’Utri, come risulta dalle agende dello stesso ex senatore.

E’ Giovanni Brusca a spiegare che a fare da trait d’union tra il fondatore di Publitalia e il boss di Porta Nuova, sono le cooperative che hanno in appalto le pulizie degli uffici Fininvest.

Imprese gestite da Antonino Currò e Natale Sartori, messinesi amici di vecchia data di Mangano, un legame inossidabile. Quando Mangano viene arrestato Sartori si precipita in fretta e furia a Palermo.

Anche la conoscenza  tra Sartori e  Dell’Utri risale agli anni ottanta.

Per i magistrati palermitani viene siglato un nuovo patto Stato-mafia.

E spunta un file registrato dal cellulare di Gaetano Ferri, personal trainer di Emilio Fede, file realizzato all’insaputa di quest’ultimo.

Nella registrazione si sente Fede che spiega i collegamenti tra Arcore, Dell’Utri e Cosa Nostra.

“C’è stato un momento in cui c’era timore e loro avevano messo Mangano attraverso Marcello” spiega Fede al suo interlocutore. Che ribatte: “Però era tutto Dell’Utri che faceva girare”. “Si, si era tutto Dell’Utri, era Dell’Utri che investiva” risponde Fede.

Poi il giornalista si pone una domanda retorica con risposta annessa: “Chi può parlare? Solo Dell’Utri. E devo dire che in questo Mangano è stato un eroe: è morto per non parlare”.

 Quindi Fede fornisce al suo personal trainer la sua estrema sintesi di quarant’anni di potere economico e politico: “La vera storia della vicenda Berlusconi? Mafia, mafia, mafia, soldi, mafia”.

7 settembre 2017

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