Roma. La rabbia del Tiburtino “Schiacciamo i neri come fossero pomodori”

Roma. La rabbia del Tiburtino “Schiacciamo i neri come fossero pomodori”

-Redazione– Non sembra placarsi la polemica a Tiburtino III, il quartiere della Capitale investito nelle settimane scorse dagl scontri tra CasaPound, antifascisti e residenti in polemica per la presenza in zona di un centro profughi.

A fine agosto due immigrati erano stati feriti di fronte alla struttura di accoglienza in via del Frantoio.

Il 13 settembre era stato organizzato il consiglio del Municipio per discutere la chiusura del centro. Ma gli antifascisti si erano opposti alla presenza di CasaPound alla riunione. E così erano scattati gli scontri, con la polizia costretta ad intervenire e a sequestrare mazze di ferro e altri oggetti per la guerriglia.

Gli antifascisti erano riusciti ad entrare nella sala del centro anziani adibito a sala consiliare, assediando CasaPound all’interno della struttura. Solo la presenza delle forze dell’ordine evitò il peggio.

La situazione rimane comunque scoppiettante. Ieri le telecamere di Piazzapulita sono andate ad intervistare i militanti neofascisti del Tiburtino. Uno di loro, rappresentante dei movimenti locali, è stato chiaro sul centro di accoglienza: “Questo centro va chiuso, devono andare via – dice – Trovategli un’altra sistemazione. La colpa è di voi politici che li fate entrare e li gettate come i sacchi della spazzatura qua dentro. Assumetevi le responsabilità. Questo problema lo avete creato voi. Li volete accatastare tutti a Roma e in Italia”.

Per il ferimento dei due richiedenti asilo a fine agosto è stata indagata una donna, Pamela, che aveva accusato invece gli immigrati di averla sequestrata “per ore nella struttura”. Un 35enne romano invece è stato identificato per l’aggressione ad un 40enne eritreo il 21 agosto. “La spazzatura siamo diventati noi, loro sono tutelati e noi no”, dicono però i residenti del Tiburtino III.

E in un video pubblicato su Facebook due milianti della destra romana precisano: “Siamo ragazzi di borgata che vogliamo far rispettare l’ordine. Stiamo andando fuori con l’accuso. Per strada ci possono stare tutti. Ma bisogna sapersi comportare. Se sei nero, giallo o grigio non ci interessa. L’importante che vi sapete comportare. Certo se sei nero e non ti sai comportare te ne vai affanc… al Paese tuo. Sennò ti schiacciamo come i pomodori”.

6 ottobre 2017

 

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