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Piano d’accumulo capitale, quando l’investimento è più profittevole del conto corrente

Piano d’accumulo capitale, quando l’investimento è più profittevole del conto corrente

RedazioneIn questo particolare momento dell’economia nazionale, chi si ritrova a dover investire fondi più o meno importanti ha spesso l’imbarazzo della scelta. Sono diversi infatti gli strumenti finanziari a disposizione dei risparmiatori che intendono percorrere la via dell’investimento con l’obiettivo di ottenere un profitto per spese e imprevisti futuri.

 

Prima di far pendere l’ago della bilancia da una parte, però, l’investitore ha bisogno di conoscere nei dettagli pregi e difetti di ogni strumento finanziario, cercando di intuire quanto ogni caratteristica possa adattarsi alle proprie peculiarità. Qualsiasi utente si affacci al complicato mondo finanziario deve necessariamente studiare l’andamento del mercato, ma anche imporsi di personalizzare l’investimento a seconda dell’arco temporale che è stato scelto, dell’obiettivo scelto e della propensione al rischio.

Una delle soluzioni più “amate” dagli italiani è il Piano di Accumulo capitale, conosciuto anche con l’acronimo di PAC, una soluzione che consente all’investitore di sottoscrivere un cosiddetto veicolo di investimento, ossia un fondo o una gestione patrimoniale, previo versamento di una somma concordata al momento della firma. Questo strumento è adatto non solo a chi possiede fondi molto importanti, ma anche a coloro che vogliono far maturare piccole quote: basterà infatti versare 100 euro al mese per ottenere profitti interessanti.

Una delle sfide di tutti i player operanti sul mercato finanziario è il superamento di quella coltre di sfiducia che l’investitore italiano continua ad avere, soprattutto alla luce di una palese mancanza di informazione e di un timore probabilmente eccessivo di veder svanire in pochi giorni i risparmi di una vita. Per ovviare a questo scetticismo, gli esperti di Moneyfarm, consulente finanziario indipendente e fortemente votato alla tecnologia, ha comparato il Piano di Accumulo Capitale (PAC) con il “classico” conto corrente, ossia con la formula più conosciuta in Italia per l’accumulo di capitale in seguito anche all’accredito delle principali fonti di reddito.

 

Attraverso una simulazione dei rendimenti dei PAC e dei conti correnti dal 1969 ad oggi che fosse il più possibile veritiera anche in considerazione dei vari scossoni patiti dal mercato, si evince che la soluzione d’investimento risulta vincente in tutti i casi in cui si sceglie un orizzonte temporale adeguato all’investimento. Se infatti l’investitore si lascia prendere dalla foga, o è preoccupato dall’andamento del mercato, rischia di vanificare un risultato lampante: a distanza di 10 anni, qualsiasi PAC negli ultimi 60 anni avrebbe performato meglio di un classico conto corrente. Questa soluzione con un arco temporale più dilatato consente infatti di annullare i rischi e di vanificare gli effetti delle oscillazioni del mercato, consentendo quindi di produrre un profitto che può anche giungere al 50% di quanto accumulato nello stesso periodo.

Nell’attuale situazione di incertezza, dunque, il PAC costituisce un’ottima soluzione di profitto, che unisce convenienza, flessibilità e grande adattabilità alle esigenze del cliente e si candida ad essere lo strumento finanziario preferito dagli italiani.

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