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Sottomarino scomparso: c’è stata un’esplosione a bordo

Sottomarino scomparso: c’è stata un’esplosione a bordo

-Redazione- L'”anomalia idroacustica” registrata nella zona dove si trovava il sottomarino scomparso il 15 novembre scorso ècompatibile con un’esplosione.

Lo ha confermato il portavoce della Marina argentina, Enrique Balbi, secondo cui a bordo dell’ARA San Juan è stato rilevato “un evento anomalo, singolare, corto, violento e non nucleare, coerente con un’esplosione”.

L’informazione è stata trasmessa dall’ambasciatore argentino in Austria, Rafael Grossi, membro dell’Organizzazione di controllo dei test, che “conta una rete di stazioni sismiche idroacustiche per verificare che non si realizzino test nucleari“, ha precisato Balbi. Questa informazione, ha spiegato, coincide con il dato fornito ieri dall’agenzia internazionale Ismerlo, specializzata in operazioni di ricerca di sottomarini, secondo cui un “rumore” era stato rilevato ad una trentina di miglia dal luogo in cui era stato localizzato per l’ultima volta l’Ara San Juan.

La Marina, ha detto ancora Balbi, “non ha alcuna informazione sulle cause che hanno provocato in quel luogo, in quella data, un evento di queste caratteristiche”.

Dopo l’ultima comunicazione tra la Marina militare argentina e il sottomarino, è stata percepita un'”anomalia idro-acustica” in un’area che coincide con la rotta che avrebbe dovuto seguire il sommergibile. Come spiegato dal portavoce della Marina argentina, si tratta di uno strano rumore avvertito una settimana fa, il 15 novembre, attorno alle 11 del mattino, in una zona poco istante dal punto nel quale si trovava il sottomarino e circa tre ore dopo l’ultima comunicazione con il comandante del San Juan.

Le informazioni sono state inviate alla Marina argentina solo ieri “dopo essere state sottoposte ad approfondite analisi”. In un primo momento, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibilità che il rumore potesse corrispondere a un’esplosione, Balbi aveva detto: “Non posso formulare una congettura del genere”.

Poi è arrivata la conferma: quel rumore è compatibile e “coerente con un’esplosione“. Il portavoce della Marina ha precisato che tre navi argentine sono state inviate nell’area dove si stanno utilizzando diversi sonar, servendosi anche di un aereo antisommergibili brasiliano in grado di rilevare eventuali anomalie magnetiche.

24 novembre 2017

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