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Elsa Fornero al film sugli esodati: “Sono distrutta sono stata un’ingenua”

Elsa Fornero al film sugli esodati: “Sono distrutta sono stata un’ingenua”

-Redazione- Esodati. Questo termine si è diffuso nella lingua italiana a partire dal 2011. Gli anni della crisi, quelli del governo tecnico dei professori e della riforma Fornero

La stessa Elsa Fornero che  era in un teatro alla periferia di Torino per presenziare alla proiezione del film L’esodo di Ciro Formisano e per incontrare alcuni di quelle centinaia di migliaia di lavoratori che la sua riforma ha lasciato in un limbo.

Sullo schermo scorrono le immagini di Francesca, 59enne esodata senza reddito con una nipote adolscente a carico che disprezza la miseria in cui la nonna si è ritrovata improvvisamente dopo una vita di lavoro e di fiducia nello Stato.

 Per sopravvivere, Francesca, senza pensione e senza lavoro ma ancora con un filo di trucco e la dignità di chi non vuole lasciarsi travolgere dalla vita, chiede l’elemosina in piazza della Repubblica a Roma, con un cartello che la identifica chiaramente: “Esodata“.

Come racconta Andrea Rossi su La Stampa, l’ex ministro del Welfare è apparsa molto provata dalla visione del film, ispirato a una storia vera, come lo sono quelle di centinaia e centinaia di altre persone, “vittime” della riforma che porta il suo nome. “Tutti i professori ormai sono stati dimenticati. Anche Mario Monti. L’unica che viene sempre ricordata sono io”. 

“Devo andare, perché sono veramente distrutta“, dice la Fornero, dopo aver assistito al film, ma poi si ferma 40 minuti per parlare faccia a faccia con il pubblico. La voce si spezza.

Non siamo alle lacrime della famosa conferenza stampa di presentazione della manovra nel dicembre 2011, quando parlando del blocco della perequazione delle pensioni, si fermò sulla parola “sacrificio”, ma la commozione è tanta, mentre tenta ancora una volta di spiegare e difendere le decisioni del suo governo, davanti a chi è rimasto senza lavoro e senza pensione dopo aver visto tradito il proprio patto con lo Stato.

“Credevo di servire il Paese in un momento difficile. Sono stata un’ingenua“, dice, puntando il dito ancora una volta contro i politici che, dopo decenni di sprechi e inattività, hanno lasciato la palla avvelenata ai tecnici, ai professori come lei e Monti, per fare quello che l’Europa chiedeva e su cui nessuno voleva metterci la faccia. E, ribadisce, senza quella riforma – “votata da tutti” – l’Italia ora sarebbe in una situazione ben peggiore. “Questa riforma fa tanto comodo: ce se ne può vantare in Europa, mentre in Italia basta dire che è tutta colpa mia“. 

3 dicembre 2017

 

 

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    Luciano alberghini 8 mesi

    Non scrivo nulla, solo vorrei sapere scrivere qualcosa di utile al suo dispiacere,le sono grato per la sua opera di ministro