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Speranza e voglia di giustizia per Star Wars

Speranza e voglia di giustizia per Star Wars

La fiaba continua con Gli ultimi jedi

-Elena RomanelloDopo due anni di attesa è finalmente giunto il momento di vedere il nuovo capitolo della trilogia degli anni Duemila di Star Wars, Gli ultimi jedi, con alla regia Rian Johnson al posto di J. J. Abrams che produce.

Rispetto a Il risveglio della forza ci si trova maggiormente dentro l’azione, con maggiore convinzione nella sceneggiatura e nei personaggi, per raccontare tre peripezie in parallelo dei personaggi: da una parte Rey ha ritrovato Luke Skywalker che però sembra non volerne più sapere dei jedi, della Repubblica e delle lotte varie e verrà fuori perché e il suo ruolo nella metamorfosi di Ben Solo in Kylo Ren, con cui la ragazza entra in contatto telepatico. Nel frattempo Finn e la tecnica Rose, dopo un incontro casuale, vanno in cerca di un hacker che potrebbe trovare il modo di rendere intracciabili le astronavi della Repubblica, in un pianeta pieno di lusso e di gioco d’azzardo che nasconde un ignobile sfruttamento di bambini e animali. Leia e la Resistenza devono cercare di sfuggire agli attacchi del Primo Ordine, con l’aiuto di Poe, decisamente una testa calda, ribelle e fuori dagli schemi.

Inseguimenti, creature fantastiche che saranno perfetti per il merchandising nei Disney store, la musica di John Williams, colpi di scena, effetti speciale, battaglie, eroi, eroine, astronavi, emozioni: sono tanti gli elementi de Gli ultimi jedi, con anche un omaggio alla trilogia dell’anello di Peter Jackson, tra i tanti film resi possibili dal successo del primo Star Wars e tra i tanti che costituiscono l’immaginario che continua a produrre saghe fantastiche.

Ma Star Wars Gli ultimi jedi non è solo pura evasione, visto che si parla di corruzione, vendita di armi, ingiustizie sociali, sfruttamento dei più deboli (con tanto di citazione da Dickens, la seconda in pochi mesi dopo quella di Blade Runner 2049), ma anche di società multietniche, di coppie miste, di scelte per essere migliori, di pregiudizi, di ragazzi traviati da ideologie sbagliate ma anche da lacerazioni interne. La fiaba più famosa della contemporaneità ha quindi una sua morale, non retorica ma che fa pensare, tra scene madri e sviluppi della storia, in attesa di sapere tra due anni come andrà a finire.

E al centro di tutto ci sono le donne, ormai protagoniste del fantastico, da Rey, eroina per caso, tutto tranne che una principessa di nascita ma con in mano un grande destino che dovrà compiersi nel prossimo film (Daisy Ridley ha dichiarato che non andrà oltre) a Rose, interpretata dall’attrice Kelly Marie Tran, figlia di profughi vietnamiti arrivati su una delle tante barche della speranza, che pronuncia la frase chiave, non combattere per distruggere chi si odia ma per salvare chi si ama, senza dimenticare Leia, la compianta Carrie Fisher, a cui è dedicato al film e che sarà difficile da rimpiazzare nell’economia della storia dato il suo ruolo chiave qui.

Quarant’anni fa l’immaginario fantastico era considerato robetta di nicchia, Star Wars ha dimostrato che può essere un qualcosa che appassiona tutti, unisce le generazioni, crea nuovi miti e mondi. Certo, dopo quarant’anni e in un mondo dove si è bombardati da storie fantastiche occorre trovare per un attimo un punto di partenza nuovo, senza spazzare via quello che è stato, ma con nuove storie. E Gli ultimi jedi ci riesce, ricordando perché si raccontano storie dagli albori dei tempi e come mai i mondi del fantastico sono il modo migliore per ricordare la realtà e la vita con i loro problemi e questioni.

15 dicembre 2017

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