Clicky

Gli albori di Silvio: la banca Rasini, Arcore e dintorni

Gli albori di Silvio: la banca Rasini, Arcore e dintorni

-R. C.- La Banca Rasini, indicata da Miche Sindona come la banca della mafia, aveva due sportelli, uno in Sicilia, uno a Milano.

La “Banca Rasini Sas di Rasini, Ressi & C.” viene fondata all’inizio degli anni cinquanta dai milanesi Carlo Rasini, Gian Angelo Rasini, Enrico Ressi, Giovanni Locatelli, Angela Maria Rivolta e dal siciliano Giuseppe Azzaretto.

Il capitale iniziale è di 100 milioni di lire. Sin dalle sue origini la banca è un punto di incontro di capitali lombardi (principalmente quelli della nobile famiglia milanese dei Rasini, proprietaria del feudo di Buccinasco e palermitani, quelli provenienti da Giuseppe Azzaretto, uomo di fiducia di Giulio Andreotti in Sicilia.

Nel 1973 la Banca Rasini diviene una S.p.a., ed il controllo passa dai Rasini agli Azzaretto. Il Consiglio di Amministrazione della Banca Rasini S.p.a. è costituito da Dario e Giuseppe Azzaretto, Mario Ungano, avvocato romano e noto amico di Michele Sindona e Giulio Andreotti, Rosolino Baldani e Carlo Rasini.

.Di questa Banca sono stati clienti Pippo Calò, Totò Riina e Bernardo Provenzano, negli anni in cui formavano la cupola della mafia.

In quegli stessi anni  Luigi Berlusconi lavorava presso la Banca, entrato come fattorino come impiegato, poi come Procuratore con diritto di firma e infine come Direttore.

La Banca Rasini risulta anche nella lista di banche ed istituti di credito che gestirono il passaggio dei finanziamenti di 113 miliardi di lire che ricevette la Fininvest il gruppo finanziario e televisivo di Silvio Berlusconi, tra il 1978 ed il 1983.

Nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un’operazione molto particolare: la banca Rasini acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d’amministrazione figurano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus.

Luigi Berlusconi, procuratore con diritto di firma della banca Rasini, era il padre dell’astro nascente dell’intrapresa italiana, per usare parole sue, Silvio.

Sempre intorno agli anni ’70,. Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca Rasini ventitré holding come “negozi di parrucchiere ed estetista”.

Berlusconi jr registra quindi presso la banca Rasini, ventitré “Holding Italiane” che hanno detenuto per molto tempo il capitale della Fininvest, ed altre 15 Holding, incaricate di operazioni su mercati esteri. Le ventitrè holding italiane registrate come parrucchiere,  non furono indivuduate in una prima indagine della Guardia di Finanza.

E’ il 1979. quando il finanziere Massimo Maria Berruti a capo degli investigatori, archiviò l’indagine della Guardia di Finanza sulle ventitré holding della Banca Rasini, e si dimise dalla Guardia di Finanza.

Massimo Maria Berruti è lo stesso che fu assunto dalla Fininvest subito dopo le dimissioni dalla Guardia di Finanza, fu poi condannato per corruzione, eletto in seguito parlamentare nelle file di Forza Italia, e incaricato dei rapporti delle quattro società Fininvest con l’avvocato londinese David Mills,  condannato in Italia su segnalazione della magistratura inglese.

Nel 1973 il tutore dell’allora minorenne ereditiera Anna Maria Casati Stampa si occupò della vendita a Silvio Berlusconi della tenuta della famiglia Casati ad Arcore.

La proprietà dei Casati consisteva in una tenuta di un milione di metri quadrati, un edificio settecentesco con annesso parco, villa San Martino, di circa 3’500 metri quadri, 147 stanze, una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una biblioteca con circa 3000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine.

Un valore inestimabile che fu venduto per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari di società all’epoca non quotate in borsa, che furono riacquistati pochi anni dopo per 250 milioni dallo stesso Berlusconi.

Il tutore della Casati Stampa era un avvocato di nome Cesare Previti, divenuto in seguito. avvocato della Fininvest, senatore di Forza Italia, Ministro della Difesa, per poi essere condannato per corruzione ai giudici, interdetto dai diritti civili e dai pubblici uffici.

A Milano, in via Sant’Orsola 3, nacque nel 1978 una società denominata Par.Ma.Fid. La Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss di area corleonese e non  operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona.

Importanti quote di diverse delle suddette ventitré Holding verranno  intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Per conto di chi la Par.Ma.Fid. ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest, appaiono oscuri i motivi per cui a questa società vennero cedute considerevoli quote Fininvest.

 

 

 

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (20)
  • comment-avatar
    Antonio 1 mese

    Leggete questo libro:

    https://goo.gl/images/cpyRZS

    C’è tutto.

  • comment-avatar
    Vito 1 mese

    Nel 2018 Silvio Berlusconi è ancora a piede libero ,questo deve far pensare a molte cose ,una in particolare ,quanto la politica sia corrotta

    • comment-avatar
      paola 1 mese

      semmai la connivenza della magistratura con la mafia!

  • comment-avatar
    Nando Buciardo 1 mese

    Questo dossier dovrebbe essere aquisito e studiato da qualche pm come Falcone o Borsellino se fosse vero. Il problema è che fino a quando restano parole senza prove, restano e sono soltanto calunnie che usa la sinistra o 5 stelle in campagna elettorale . Vorrei sapere perché non si sono fatti certi certi dossier anche su Enrico Berlinguer quando era a capo del governo, prioritario dì mezza Sardegna prima di Briatore e gestiva soldi nostri?

    • comment-avatar
      bennardo marioli 1 mese

      quando si è meretrice basta dire che tutte le donne lo sono e tutte sono brave mamme e sorelle.

    • comment-avatar
      French 1 mese

      Le prove ci sono, tanto che Dell’Utri è  stato condannato di recente per aver fatto da tramite tra Berlusconi e la Mafia. Per il resto è  probabile che alcuni governi susseguirsi negli ultimi 24 anni abbiano promulgato leggi ad personam che accorciano a 10 anni i termini per la prescrizione dei reati, quindi tutto ciò non sarebbe perseguibile. Ma chi mai potrebbe farsi delle leggi ad personam di questo tipo? Sarebbe vergognoso, vero? 

    • comment-avatar
      Carlo 1 mese

      Basta una frase, “Berlinguer quando era capo del governo”, per capire di avere a che fare con un idiota…

      • comment-avatar
        Marco 1 mese

        Sante parole…

      • comment-avatar
        Daniela 1 mese

        Berlinguer, per sfortuna dell’Italia non è MAI stato a capo di alcun governo. L’ignoranza associata alla superficialità ed alla malafede hanno portato questo Paese allo sfascio attuale. 

      • comment-avatar
        Marco 1 mese

        Ben detto

    • comment-avatar
      Deu 1 mese

      Non sono solo parole…le condanne ci sono state…

    • comment-avatar
      Vito 1 mese

      Se per te queste sono calunnie,hai seri problemi,oppure mi sa che sei uno di loro!cosi sembrerebbe!!

    • comment-avatar
      Pino Modola 1 mese

      Quand’è che Berlinguer avrebbe gestito soldi nostri e posseduto mezza Sardegna, di grazia?
      E come fai a dire che si tratta di parole senza prove?
      La vicenda della Casati Stampa e della vera e propria truffa subita dalla ragazzina ad opera di Berlusconi e del suo compare romano Previti è tutta documentata.
      La ragazzina vendette (per un prezzo finale pari a quello di un discreto appartamento semiperiferico) la villa sontuosa dove erano morti i suoi genitori per un omicidio-suicidio, su consiglio del suo tutore (Previti) ed emigrò in Sud America, dove visse la sua vita.
      Quando molto più tardi, su sollecitazione di una parente, volle vederci chiaro sulla vicenda, scoprì che ormai il tutto era caduto in prescrizione e non valeva neppure la pena di iniziare un procedimento.
      Quanto alla Banca Rasini, si tratta di fatti, non di leggende metropolitane.
      Comunque si può sempre credere a ciò che si preferisce. Senza la pretesa di rifiutare i fatti, però.  

    • comment-avatar
      STEFANIA ERCOLINI 1 mese

      sciaquati la bocca quando parli di Berlinguer!!!!

  • comment-avatar
    Salvatore Chiaramida 2 mesi

    Fantascienza? Può darsi, ma qualcosa di reale c’è sempre in qualsiasi storia. 

  • comment-avatar

    La domanda sorge spontanea:perché la magistratura non gli sequestra i beni come si fa con chi risulta essere ‘ in odor di mafia’? Questo delinquente gira per il quirinale dopo essere stato condannato in via definitiva, come se fosse uno normale , il capo dello stato: deve impedire e intervenire su questa vicenda in modo definitivo.il capo dello stato ha inoltre anche un fratello che è stato ucciso dalla mafia, se non vuole farlo per gli italiani che rappresenta: lo facesse almeno per la memoria di suo fratello. Un po di dignità per le vittime dei mafiosi , non dico per tutti gli italiani, ma almeno per quella parte minoritaria ma pulita di questo paese. Presidente cambi la storia parlamentare di questo ‘ paesello ‘.

  • comment-avatar

    del mastro francesco 2 ore
    Per onore di conoscenza e ben comprendere la natura dell’essere umano ritengo utile che queste fasi storiche vengano propagandate e formino oggetto di studio nelle università al solo fine di conoscenza di alcuni aspetti del mondo reale.

  • comment-avatar

    Per onore di conoscenza e ben comprendere la natura dell’essere umano ritengo utile che queste fasi storiche vengano propagandate e formino oggetto di studio nelle università al solo fine di conoscenza di alcuni aspetti del mondo reale.

  • comment-avatar
    guido benedetti 5 mesi

    E stato bravo

  • comment-avatar
    Ostega 5 mesi

    C’e’ poco da commentare basta fare 1+1