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“Sbirri e padreterni” di Enrico Bellavia e Franco Di Carlo

“Sbirri e padreterni” di Enrico Bellavia e Franco Di Carlo

L’abbiamo davvero combattuta la lotta alla mafia? Alcuni lo hanno creduto possibile e si sono spesi fino alla morte. Altri, molti, hanno trafficato, trescato fino a perpetuare il vizio italiano dell’accordo sotto banco. Questo libro racconta la duratura, stabile, alleanza tra un pezzo delle istituzioni e Cosa Nostra.

Il permanente canale di comunicazione aperto da settori del nostro apparato di intelligence e di sicurezza e della politica con l’universo delle coppole. È la storia sottotraccia, con nomi e cognomi, della recente lotta alla mafia. Che passa per la stagione delle stragi e la loro intima ragione, tracciando il profilo di chi ha fatturato il risultato di quell’orrore.

Oltre i rigori del carcere duro, del 41 bis, e spesso grazie a quelli, una batteria di nuovi collaboratori di giustizia è stata pronta a raccontare tutto e il contrario di tutto. Diventando le pedine del gioco grande. Su questa scacchiera non il falso, ma il vero apparente, il suo doppio e il suo triplo, giocano una partita torbida che ha per posta carriere, quattrini, tanti, ma soprattutto la sopravvivenza di un sistema di potere. Che si fa beffe dell’opinione pubblica e del suo disorientamento. Che fa di Cosa Nostra e delle altre mafie un mostro fiaccato ma mai morente. In questo libro la testimonianza, inedita, di Franco Di Carlo, ex boss dei Corleonesi, che nella consuetudine al dialogo con le istituzioni ha edificato la propria carriera criminale, occupa una parte centrale. Perché nella sua esperienza, ladri e guardie, quei mondi apparentemente inconciliabili, si sono parlati e accordati. Mettendo reciprocamente sul piatto quanto avevano da offrire: piombo e morte gli uni; impunità totale che impasta il mito dell’invincibilità, gli altri.

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