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Pamela e gli orribili sospetti sul mancato ritrovamento del suo cuore

Pamela e gli orribili sospetti sul mancato ritrovamento del suo cuore

-Redazione– C’è un quarto nigeriano indagato per l’omicidio di Pamela Mastropietro, ma la terribile vicenda della 18enne fatta a pezzi a Macerata ha ancora molti, troppi lati oscuri.

Lo ammette il procuratore Giovanni Giorgio, lo sostiene anche lo zio di Pamela e legale della famiglia, Marco Valerio Verni. L’eroina e la siringa comprate dalla ragazza (“Pamela non si bucava, odiava gli aghi“, ha sottolineato lo zio), il movente dell’esecuzione da parte dei nigeriani (aggressione sessuale respinta?), la dinamica agghiacciante dello “smembramento” del corpo, diviso poi in due trolley, operazione scellerata ma solo in apparenza semplice.

Gli aguzzini di Pamela hanno agito con tale perizia e precisione da far pensare alla presenza di un vero e proprio “macellaio” nel gruppo. E soprattutto, ci sono dettagli “inquietanti” e ancora inspiegabili, come la mancanza di alcune parti del cadavere, quasi a suggerire una specie di rituale.

E’ risaputo che la mafia nigeriana opera nel traffico d’organi e il cuore, usato per rituali subumani, se in buone condizioni viene valutato anche 100mila euro.

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