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Voto in Valle d’Aosta: l’imperatore è tale finchè i sudditi lo permettono

Voto in Valle d’Aosta: l’imperatore è tale finchè i sudditi lo permettono

Pintus- La Valle dei ribaltoni e controribaltoni, dei cugini da piazzare al Casinò, dei venticinque consiglieri della legislatura uscente indagati, rinviati a giudizio o condannati.

Una gestione scellerata fatta di contributi a getto continuo al Casinò della Vallèe, che ai tempi della dolce vita piaceva a Federico Fellini e oggi versa in coma pressoché irreversibile.

Ma i nomi sui tabelloni elettorali sono sempre gli stessi o quasi, i candidabili perbene, con la schiena dritta, hanno declinato l’invito ad invischiarsi nella melma degli impresentabili che intanto si candidano lo stesso, tanto che le richieste di custodia cautelare in carcere vengono sdegnosamente definite con malcelato fastidio“piccole questioni”.

L’autonomia come unica cosa che conta, prerogativa essenziale per il territorio, ma concetto e privilegio stravolto da una politica clientelare e corruttiva, condita da malagestione dei fondi pubblici.

Un’autonomia malata, un sistema che, anche a causa della crisi, ha cominciato a scricchiolare, l’ipertrofia dei posti nella pubblica amministrazione è collassata e la Valle, inconsapevolmente o meno, si è consegnata alla politica tradizionale.

Salvini, Di Maio, Berlusconi hanno tenuto i loro comizi, comprendendo perfettamente che i partiti possono avere un ruolo preponderante in questa ex isola felice.

Resiste l’imperatore Rollandin che pomposamente dichiara “Solo la Storia mi giudicherà” nel frattempo ci sta pensando la magistratura e non è la stessa cosa.

La Lega si prepara al trionfo, e già si vocifera di accordi post elettorali con il movimento valdostano per antonomasia l’Union Valdotaine.

Ed ora il voto, ma senza turarsi il naso, avendo ben presente che il manovratore poteva essere uno ma i commensali erano tanti e che l’imperatore è tale finchè il suddito lo permette.

 

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