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Figli d’onore crescono

Figli d’onore crescono

-Marisa Denaro– È il nuovo fronte nella lotta alla mafia: l’allontanamento dei.minori dai genitori mafiosi, un mezzo attraverso il quale si toglie manovalanza alla criminalità organizzata quando i genitori, quasi sempre, danno un imprinting mafioso all’educazione dei minori.

I legami di sangue, soprattutto nella ‘ndrangheta, sono fondamentali per un proseguimento dinastico della ‘ndrina;  più figli maschi significa più potere e i figli dei malavitosi vengono cresciuti seguendo un indottrinamento mafioso atto a farli divenire da adulti, vere e proprie macchine da guerra, capaci di uccidere, renderli idonei al comando e addestrati per una carriera criminale che ha come tappa fondamentale, il carcere ed il 41 bis.

Un duro addestramento criminale fatto di prove di coraggio, che riserva ai figli dei boss di ‘ndrangheta un vero e proprio rito di battesimo chiamato “smuzzanata“, un rito di affiliazione effettuato quando il piccolo è ancora in fasce.

Tutto possono sopportare i mafiosi, tranne che perdere i loro figli perché rappresentano la prosecuzione del potere criminale familiare.

I figli maschi sono cresciuti secondo l’educazione mafiosa e le femmine vengono educate ad ubbidire in silenzio, a custodire le regole mafiose pronte per matrimoni combinati che uniscono, spesso, due poteri criminali.

La famiglia è il nucleo fondamentale della società anche mafiosa, nella quale si tramandano atteggiamenti, modi di pensare e di fare. Incolpevoli bambini ai quali non viene data la scelta di vivere normalmente, per loro è naturale vedere e maneggiare armi, imparare sin da piccoli a difendere la famiglia dal clan rivale.

Cresciuti a mafia e odio, seguendo i rigidi valori criminali dell’omerta’ e della vendetta,  non viene data loro la possibilità di essere bambini ed adolescenti sereni e spensierati.

Il mafioso pensiero è tangibile negli atteggiamenti e nelle parole dei figli di Totò Riina, tra sguardo e il loro dire non dire sono indegni eredi di zu Totò. Pochi sono i figli di mafiosi che cercano di recidere i rapporti familiari come Lorenza, figlia di Matteo Messina Denaro la quale, stanca di quella vita e del controllo da parte della famiglia, ha deciso di abbandonare la casa paterna per rifugiarsi altrove.

Da alcuni anni il Tribunale dei Minori di Reggo Calabria, ha intrapreso questo percorso ed è riuscito ad allontanare circa 50 minori da famiglie mafiose al.fine di spezzare la continuità generazionale del potere mafioso e dare la possibilità ai ragazzi di scegliere in libertà una vita alternativa, diversa: la vera vita.

Un percorso che ha coinvolti anche 7 madri che hanno chiesto di potersi allontanare dalla violenza mafiosa insieme ai.loro figli.

Una via di fuga supportata da un protocollo firmato tra lo Stato, il Procuratore. Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho e l’associazione “Libera”.

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanira’ come un incubo” così diceva Paolo Borsellino e, per negare il consenso, i figli d’onore hanno bisogno di sperimentare la vera vita liberi da condizionamenti senza armi e violenza.

La vita ad di fuori dalla criminalità esiste e bisogna dare la possibilità ai ragazzi cresciuti in un contesto familiare deviato, di vedere oltre la mafia.

 

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