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I palestinesi al capezzale della Diciotti

I palestinesi al capezzale della Diciotti

-Giuseppe Barcellona– C’erano proprio tutti sul ponte della nave militare italiana Diciotti, la Boldrini che a Genova non si è vista non ha mancato l’appuntamento con le telecamere, la Boschi che tra una banca e l’altra ora si interessa anche dei migranti, ma non ci risulta sia mai andata a trovare le persone finite sul lastrico a causa delle politiche lobbystiche del governo.

C’era Micciche’, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, quello che difende a spada tratta i vitalizi e da dello stronzo a Salvini e Martina che dopo i fischi di Genova è andato a ripristinare la propria immagine donandole un non so cosa di umano.

Questi che sfilavano sono gli stessi che hanno venduto il paese pezzo a pezzo, si cominciò con la moneta all’Europa fino alle autostrade ai privati e nel mezzo tutti i diritti civili conquistati con anni ed anni di lotte operaie, una classe politica manovrata come burattini dalla longa manu di Bruxelles e posta sotto scacco dalle banche che detengono il debito pubblico; fomentare l’immigrazione è un ulteriore tecnica di indebitamento sistematico, miliardi e miliardi regalati ai gestori che spesso operano in combutta con politica e malavita; sono oramai centinaia i casi conclamati di cooperative improvvisate nate solo per spremere soldi da questa emergenza fortemente voluta dal PD.

Proprio il partito di Renzi ha una serie di interessi nell’invasione, la deflazione salariale a vantaggio delle multinazionali e grossi gruppi imprenditoriali italiani che poi finanziano il partito, il bacino di voti legati alla gestione diretta dei centri d’accoglienza molti dei quali gestiti proprio da ex deputati PD, fare indebitare il paese che spende per l’accoglienza 5 miliardi di Euro l’anno indebitandosi verso quel sistema bancario addentellato col partito.

Insomma marciume su marciume, ma quello che sorprende è vedere al capezzale della Diciotti accanto agli immancabili centri sociali dei figli di papà radical chic le bandiere della Palestina.

Per chi non lo sapesse i palestinesi sono i maestri dell’accoglienza, infatti quando nell’immediato dopoguerra cominciarono ad arrivare le prime navi di ebrei sfuggiti all’olocausto gli fu riservato un trattamento umanitario speciale; cominciarono a prenderli a pietrate fin dal proprio arrivo sulla banchina e poi in una escalation di violenza arrivò l’artiglieria pesante dei palestinesi e di tutti i paesi arabi limitrofi.

Da allora i profughi ebrei ed i coloni che hanno costituito lo stato di Israele hanno vissuto in uno stato di guerra permanente caratteristica della storia giudaica, infatti nei secoli precedenti in tutti i territori in cui si innestò l’Islam gli ebrei divennero “dhimmi”, cioe’ persone non persone, senza diritti, costretti a vivere portando addosso segnali di riconoscimento come ciondoli, berretti gialli, le loro case dovevano avere un colore particolare per essere subito individuate.

In Siria dovevano essere dipinte di rosso.

Insomma a Catania, città con problemi enormi di disoccupazione, raccolta rifiuti e la solita immancabile mafia, è andato in onda il festival dell’ipocrisia, gli italiani non hanno capito proprio nulla.

 

 

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