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Leoluca Orlando Cascio: un cognome pesante, gli attacchi a Falcone e la svolta antimafia

Leoluca Orlando Cascio: un cognome pesante, gli attacchi a Falcone e la svolta antimafia

-Marisa Denaro– E’ presente in tutte le manifestazioni in ricordo delle vittime di mafia nella città che amministra ergendosi a paladino dell’ antimafia.

Non tutti però conoscono e ricordano alcuni aspetti della vita di Leoluca Orlando.

Il plurisindaco di Palermo  ha amputato parte del suo cognome: non più Orlando CASCIO, solo Orlando. Una omissione per far dimenticare la sua parentela con  Il padre Salvatore Orlando CASCIO che, nel primo dopoguerra, era un Am – professore,come lo era Bernardo Mattarella padre del Presidente della Repubblica.

Gli Am – professori, erano i docenti nominati dal Governo militare alleato. Si sostiene che, come in altri casi, gli alleati si erano rivolti ai mafiosi, prima di procedere alle nomine, attingendo quindi a collaboratori stretti della criminalità organizzata o,, addirittura, a veri e propri uomini d’onore.

Le voci su una contiguità di Salvatore Orlando Cascio, esponente DC,  con Cosa nostra vanno avanti sono agli anni settanta quando vengono messe nero su bianco.

Non una persona qualunque ma  Pio La Torre ucciso da Cosa Nostra nel 1982, parlando in commissione antimafia definì Salvatore Orlando Cascio “il collegamento tra i politici e le famiglie mafiose palermitane del dopoguerra”.

Anche Vito Ciancimino, depositario di molti segreti tra mafia e politica;  parlò di Salvatore Orlando Cascio come uomo vicino a Cosa Nostra e lo accusò di mafia.

Voci, dicerie o qualcosa di più che avrebbero potuto gettare discredito sulla carriera politica di Leoluca. Amputando il cognome , Leoluca Orlando CASCIO si presenta ripulito da quelle insinuazioni ed è diventato il paladino dell’antimafia.

Il Sindaco Antimafia è sempre pronto a commemorare le vittime della criminalità organizzata  partecipando ed organizzando giornate di legalità ed onestà.

Forse pochi ricordano che fu proprio Leoluca Orlando Cascio ad attaccare Giovanni Falcone in diretta Tv nel 1990  durante la trasmissione Samarcanda di Michele Santoro che per l’occasione trasmetteva insieme a Maurizio Costanzo.

” io sono convinto -disse Orlando Cascio –  che dentro i cassetto del Palazzo di Giustizia ce n’è abbastanza per fare luce su alcuni delitti eccellenti”, accusa  ripetuta dai suoi collaboratori Carmine Mancuso e Alfredo Galasso.

Insinuazioni nei confronti del giudice Falcone di tenere nel cassetto documentazione scottante, un vero e proprio attacco che portarono il giudice a doversi difendere di fronte al CSM.

Pare che i rapporti tra Falcone e Orlando Cascio, prima amichevoli, si deteriorino  quando Giovanni Falcone fa arrestare Vito Ciancimino,con l’accusa di essere tornato a fare “affari” con  il Comune di Palermo, allora retto proprio da Orlando Cascio.

Ecco la scintilla che fa esplodere le numerose accuse nei confronti di Giovanni Falcone e, come sempre, a cadavere ancora caldo il 23 maggio 1992,  il sindaco Orlando Cascio si presenta sul luogo della strage di Capaci.

Da allora Leoluca Orlando Cascio, cancellando il passato del padre  è divenuto paladino dell’antimafia e minimizza sulle sue accuse  nei confronti di Falcone classificandole come incomprensioni.

 

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