Cronaca

ROMA: cosa ti è successo, un mucchio di rifiuti

Ciao capa, come va? Come è sembrata Roma?  Un cibo delizioso cara, ma la Bella Roma è piena di tanti “rifiuti”. Ma, cosa dice? Mannaggia!  Un solito dialogo sentito da tante persone che arrivano e tornano da Roma in questi ultimi mesi. 

Trattamento dei rifiuti,  costruzione e adattamento di nuovi impianti.

Cosa ne pensi?  Guarda un po’,  tutto finisce nella gestione e inefficacia di una impresa privata “AMA ROMA S.p.A”, gestita al 100% dal Comune a cui spetta la totalità della raccolta rifiuti romani. Questo problema c’entra nella mancanza di basi per il miglioramento dei servizi di raccolta e benefici della cittadinanza e turismo? In questo secolo XXI si cerca un mondo con più rispetto all’ecologia, quindi con più raccolta differenziata dei rifiuti delle nazioni. Cosa ne dice il presidente e amministratore delegato di “AMA ROMA S.p.A”, la municipalizzata dei rifiuti (Lorenzo Bagnacani)? 

Cosa ne pensa sull’autosufficienza impiantistica, con la costruzione e adattamento di tredici impianti nuovi? Si sa di tre impianti per il trattamento degli scarti organici, tre impianti per il trattamento di metalli e plastica, quattro impianti per materiali specifici (pannolini, materassi) e altro per vetrificazione degli scarti di trattamento. Bisognerebbe proporre e creare un sistema impiantistico per trattare annualmente 880 mila tonnellate e anche una cultura di raccolta differenziata domiciliare e di strada. In poco parole, l’accumulo di cassonetti e rifiuti ammucchiati per strada da giorni, settimane implica un problema strutturale, interno.

Esperienze nel trattamento dei rifiuti in Italia dal 1997.

Cose d’azzardo: l’incendio dell’ex tmb Salario a Roma (2018). L’impianto di smaltimento dei rifiuti di Roma, fa riflettere sulle condizioni, sui cumuli di immondizia davanti alle case senza essere svuotate. L’emergenza di rifiuti accumulati, riguarda città come Roma ma anche a Palermo e tante altre metropoli per esempio. Negli anni 1997-2000 (Regione Lazio), il Ministero dell’Ambiente  di quel tempo finanziò la struttura industriale dell’AMA ROMA S.p.A, due grandi impianti di separazione del multimateriale (Roccacencia e Laurentina), l’impianto di compost verde di Maccarese ed il forno con recupero energetico dei rifiuti ospedalieri di Ponte Malnome. Prima di quello, l’impresa AMA ROMA S.p.A”, non era una azienda industriale, si dedicava solo alla pulizia delle strade e trasporto dei rifiuti della città nella discarica di Malagrotta.

Raccolta differenziata porta a porta, la prova a Siena (2009).

I cittadini e turisti dovranno essere educati al senso civico, con campagne di informazione e di consegna dei sacchetti di colore diverso per effettuare la raccolta differenziata in ogni casa. C’era lo esperimento fatto nell’anno 2009  a Colle di Val D’elsa (Provincia di Siena) e le sue aree geografiche interessate a fare riciclaggio e “raccolta differenziata porta a porta”. C’era l’invito con le informazioni rivolto ai commercianti e gente con attività produttive interessate dal sistema. La domanda per un turista o cittadino lontano: cosa è successa ora che non c’era prima a Roma? I turisti (stranieri e nazionali) che avevano visitato questa città precedentemente non capivano come mai erano apparsi tutti questi rifiuti per le strade di Roma, e perche erano così abbondanti.

Tavolo di crisi per Roma e suoi  rifiuti (2018).

Vediamo brevemente lo sviluppo dei fatti.  Alla fine dell’anno 2018 un incendio si sviluppa nello stabilimento di trattamento dei rifiuti (a via Salaria 981), periferia nord-orientale di Roma (Italia). I Vigili del fuoco impegnati per spegnere le fiamme nell’impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) hanno difficoltà. Risultato: bruciato e distrutto l’impianto gestito dall’impresa AMA ROMA S.p.A. Qui, si lavoravano più o meno, 600 tonnellate di spazzatura al giorno (un quinto della produzione giornaliera di rifiuti in città). Da anni si combatteva sull’impianto e le conseguenze della sua attività. Ora tanti occhi si rendono conto della minaccia di causare danni ambientali. Questo ha reso consapevoli molti, includendo l’assessore all’Ambiente del Comune, che segnala l’importanza di aprire un tavolo di crisi sul punto. Da mesi, si sapeva che l’impianto era obsoleto.

Chi è il responsabile di trovare un posto per i rifiuti?  Si continueranno ad usare i TMB come discariche? Sono fuori uso i due grandi impianti di separazione di materiali. Intanto i rifiuti vengono spediti fuori regione anche per essere separati. Come erano le cose a Roma antica? Lo smaltimento dei rifiuti non rappresentava problemi per i governi degli inizi dell’età repubblicana. I rifiuti non si accumulavano in discariche perche si cercava di riciclare ogni scarto: le bucce e parti di verdure e frutti servivano di cibo per gli animali,  gli escrementi usati come letame. 

Trattamento dei rifiuti a Roma, cosa si può fare? (2019).

Da tempi del Digesto di Giustiniano (VI secolo) c’èra preoccupazione per la destinazioni dei rifiuti di strada: non si permetteva strade con sterco lanciato, cadaveri di animali o altro. La normativa attuale stabilisce per i Comuni, Provincie, e Regioni, gestione dei rifiuti con piani regionali per arrivare alla vera riduzione dei suoi volumi e pericolosità. Gli impianti per la gestione dei rifiuti, possono essere localizzati nelle aree destinate ad insediamenti produttivi. ad eccezione delle discariche. In poche parole, più che un senso di competenza, dichiarazioni e polemiche, il sistema di trattamento dei rifiuti accumulati è privo di autosufficienza e sviluppa forte crisi di raccolta e smaltimento attuale.

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